Detto ciò prese la via del cortile, lasciando Carmine alquanto incerto.
— Ha sempre avuto di queste bizzarie — mormorò il vecchio — Ma chi non ha difetti? E chi ha poi il cuore di Pietro?
Alma era salita nel suo appartamento in un angolo del castello. Presso la porta della sua camera incontrò una delle cameriere che le disse:
— Il signor duca ha chiesto di lei. Vuole che lo avvisi appena tornata.
Non aveva finito di dir queste parole che il duca comparve sull’uscio. Aveva in mano un giornale che leggeva attentamente. Nell’alzar gli occhi vide la figliuola.
— Ho una triste nuova da darti... dico triste perchè anche se nol meriti ci si affeziona con chi vivemmo per tanti anni in comunanza. La regina Maria Carolina è morta.
— Morta! — esclamò lei impallidendo.
— Un mese fa: l’ho letto ora in questo giornale che mi è pervenuto con un po’ di ritardo. Povera donna, il cielo, l’abbia nella sua misericordia. Però la cosa non sembra molto chiara: il giornale, un po’ liberalesco, lascia intendere tante cose a ben leggere tra le linee! Pare che avesse infastidito un po’ i sovrani che si erano riuniti a congresso. Bisogna convenire che è morta sulla breccia!
— Padre mio, sono stanca — disse Alma che mal si reggeva in piedi.
— Vai, vai, anche io andrò a letto. Questa notizia mi ha fatto male. E... e ho pensato subito a lui: ora è sciolto da ogni impegno... Perchè neanche ora si è fatto vivo? Avrebbe potuto scrivere! Infine, volere o non volere, sei pur sempre sua moglie!