I congiurati si diressero verso le loro barche che ben presto disparvero nelle tenebre del mare.

— La Regina non sarà qui prima dell’alba, quantunque il vento sia favorevole — disse il conte seduto su uno scoglio. — Saran qui, in questo giorno memorabile, decisi i destini della Patria!

III.

La Torre Nera si elevava a poca distanza dal mare fra due colli che salendo si restringevano formando una angusta gola, ma che presso al mare si aprivano in una insenatura per la quale scorreva un torrentello le cui acque ai raggi infuocati del sole morente avevano tremolii di luce sanguigna.

La Torre Nera, massiccia costruzione dei Normanni, era stata elevata a difesa delle scorrerie barbaresche. Due colubrine sporgevano le bocche dalle cannoniere dell’alto verso il mare che si dispiegava ampio allo sguardo. Ma da gran tempo la torre era stata sguarnita di difensori, chè le navi inglesi in continua crociera avevano spazzato quel mare dalle barbaresche feluche.

La Regina aveva fatto di quella torre, che di poco distava dalla villa in cui era stata relegata, la sua estiva dimora quando voleva sottrarsi allo incessante spionaggio onde era circondata; e vi si trasferiva con pochi dei suoi intimi, fra i quali Alma, oltre alla camerista, unica compagna di esilio di Carolina d’Austria, chè ben poteva chiamarsi esilio il suo.

Il giorno innanzi, quantunque l’autunno fosse inoltrato, la Regina che era allora tornata dalla visita al Re, aveva, come se ubbidisse ad una subita risoluzione, ordinato di apprestarsi la lettiga, volendo quella notte andare a dormire alla Torre Negra. Quantunque usata ai capricci reali, pure

Alma sì meravigliò di quella risoluzione, ma ne fu compiaciuta in cuor suo perchè si confaceva al suo spirito meditabondo la solitudine di quella torre donde lo sguardo spaziar poteva per l’azzurra distesa del mare che ella amava di contemplare standosene seduta sull’alto della piattaforma o presso ad una delle finestre. Il fosco paesaggio dei colli rivestiti di una lussureggiante vegetazione, le ricordava meglio di ogni altro sito i paesaggi della sua calabra terra della quale ella talvolta sentiva l’acuta nostalgia.

Giunti nella torre, la Regina aveva fatto venire un uomo dal fare e dall’aspetto marinaresco che fin dal mattino pazientemente l’aveva attesa. Si era chiusa in una stanza con lui e quando ne era uscita, Alma aveva sentito che diceva:

— Verrete un’ora innanzi giorno per poter giungere poco dopo l’alba.