— Non ho punto voluto mancare di rispetto a Sua Maestà; pure debbo compiere il mio dovere...
Ella comprese che non doveva spinger le cose all’estremo. Se l’ufficiale, cocciuto come tutti gl’Inglesi, avesse voluto usare della forza, come già molte volte era avvenuto, e fosse penetrato financo nella camera della Regina, trovandola vuota non avrebbe scoperto il mendacio di lei? E se con quel pretesto avesse voluto assicurarsi che la Regina era altrove?
— Accetto le sue scuse — disse Alma — ma torno ad assicurarla che non è possibile che il prigioniero sia penetrato nella torre; posso impegnare la mia parola d’onore. Anche io che lo avevo seguito nella sua fuga, fui sorpresa della sparizione; ma lo avrei visto se si fosse intromesso per una finestra o per uno spiraglio, in questo luogo.
— Me ne dà dunque la sua parola d’onore?
— Sì — rispose lei con accento di convinzione che rassicurò l’ufficiale.
E veramente ella credeva per fermo di dire il vero. Come era possibile che il fuggitivo fosse penetrato nella torre?
— Comprenderà — riprese la giovinetta — che io non posso ledere e non posso permettere che si leda una delle prerogative delle dimore regali. Solo la Regina avrebbe potuto concederle quel che ella ha chiesto, signor ufficiale!
L’ufficiale pareva perplesso e irresoluto. Per quanto rozzo comprendeva che sarebbe stata una villania inaudita il non prestar fede all’assicurazione di quella nobile giovinetta, della quale ammirava non solo la leggiadria soavissima, ma l’aria di bontà diffusa nello aspetto, come ne aveva ammirato la fierezza nel difendere la sua sovrana.
— Ma di che è reo quel... calabrese? — chiese Alma, vinta da una curiosità nella quale c’era pure un vivo per quanto dissimulato interessamento.
— Alcuni miei soldati — rispose l’ufficiale alquanto imbarazzato — scherzavano un po’... troppo, via... un po’ troppo vivacemente con certe ragazze del vicino villaggio, le quali... le quali se ne mostravano offese senza ragione alcuna, perchè si sa che la giovinezza è un po’ avventata, e poi dovrebbe pur perdonarsi ai nostri bravi soldati, se venuti qui ad esporre la vita pel bene di questa isola e del suo Re, cercano di prendersi un po’ di svago. Quel marrano di calabrese, al certo un vagabondo, uno di quelli che nel loro paese commettono ogni sorta di nefandezze col pretesto di far la guerra agli invasori, corse senza che ce ne fosse alcun bisogno, in difesa di quelle donne e ferì uno dei miei soldati...