E non era strano che egli dopo tante vicende dopo aver superato tanti pericoli, giunto in Sicilia, per un incidente che avrebbe potuto costargli la vita, fosse capitato proprio in quella dimora della Regina e di Alma, delle due donne per le quali a tutto rinunciando era venuto in Sicilia?

E non era strano che egli fosse sotto l’istesso tetto con colei che ne aveva tutto il cuore? Perchè lo sentiva bene lui che il sentimento dell’anima sua per Alma non era dell’istessa natura di quello che lo legava alla Regina. Pure al pensiero che essi eran soli in quella torre così angusta; che la giovinetta del suo sogno era separata da lui da una o due di quelle stanzuccie; che insieme respiravano la stessa aria; che bastava avesse alzato la voce perchè ella udisse, un tal pensiero lo turbava, un tal pensiero lo sconvolgeva senza però che egli osasse aver desideri oltraggiosi per la purità di lei. Ed ora che si sapeva della stessa famiglia, che poteva pensare a lei come non solo ad una sua pari, ma ad una con la quale aveva comune il nome e comune l’orgoglio di famiglia, scioglieva i freni a quell’amore fino a quel giorno contenuto e si abbandonava ad esso, quantunque fosse risoluto a non esser per lei che capitan Riccardo.

Ma qual contegno avrebbe assunto con la Regina, alla quale aveva promesso una devozione completa?

Certo non era uomo da tornare indietro, da venir meno alla parola data e quindi era venuto deciso a dare per essa la sua vita.

Egli notava in sè stesso un fenomeno strano: di quelle due donne, l’una pallida, bionda, delicata non era che anima per lui, non era che idea che egli vedeva attraverso un velo bianco in alto in alto, come se ella vagasse per l’azzurro infinito del cielo; l’altra invece era la donna turgida di voluttà, la cui matura bellezza sprizzava fiamme, del cui ricordo sentiva arse le visceri. Il pensiero dell’una non s’incontrava coi desiderî dell’altra, perchè il primo si nascondeva, si rincantucciava nel profondo dell’anima quando i desideri gli bruciavano il sangue.

Ed era per lui una dolcezza ineffabile che lo compensava di quante pene aveva sofferto dalla morte di suo padre fino a quella sera in cui una mano benigna l’aveva guidato a quel luogo, era per lui una dolcezza soavissima quel sentirsi vicino a lei, la cui immagine radiosa era rimasta là, dinanzi a lui.

Riccardo non si era offeso del riserbo in cui Alma, calmato lo stupore, si era tenuta, benchè egli non avesse potuto frenare certi impeti di dispetto: ne aveva compreso l’imbarazzo, ne aveva giustificata la scontrosa timidezza, effetto del suo pudore di fanciulla nel vedersi sola, di notte, con un uomo; e forsanche quella incertezza nel contegno proveniva dal saperlo omicida, avendo assistito alla lotta contro i suoi persecutori. Ma doveva pure esserle riconoscente se aveva assentito a dargli asilo, rendendosi così complice di lui; doveva pur esserle grato se pur essendo per quella nobile e fiera giovinetta un avventuriero aveva promesso di arrecargli con le sue mani di che rifocillarsi. Ah, se ella avesse saputo che a suo cugino avrebbe reso quel servizio, all’unico e legittimo erede del titolo che ella portava! Ma l’avrebbe saputo? Avrebbe egli umiliato quella deità del suo pensiero con l’onta che sarebbe ricaduta sul padre strappando a lei quel titolo che aveva portato sì nobilmente? No, non l’avrebbe mai fatto: ella avrebbe pur sempre visto in lui l’avventuriero, il bastardo, il figlio della gleba ed era questo, questo l’olocausto che ei faceva all’amor suo che lo riabilitava ai suoi occhi di quei rapporti, dei quali al certo lei gli faceva una colpa, con la Regina.

Ma perchè non aveva voluto che la Regina sapesse che lui era lì quando il fischio che veniva dal mare ne annunziò il ritorno? Proprio per non turbare il riposo dell’augusta donna? proprio per una gentile e previdente premura d’amica? Non poteva avere un altro significato il ritegno di lei, un significato che scopriva in parte il segreto di quell’anima giovinetta a cui non era sfuggito al certo ciò che egli aveva in cuore? Non era stata indotta da una vaga e forsanco inconsapevole gelosia a rimandare al giorno appresso la rivelazione della sua presenza nella torre?

Un tal pensiero lo aveva fatto sussultare di gioia, ma era stato un baleno.

— No, no — disse a se stesso — vi fu indotta dal suo pudore di fanciulla. Ah, io debbo essere ben spregevole ai suoi occhi! Che sa lei di certi strani fenomeni della vita? che sa lei di certi fascini che non giungono fino al cuore e che non tangono l’anima?