Ed aspettava sicuro di vederla apparire per poco per apportargli il cibo: aspettava col cuore gonfio di tenerezza che però avrebbe bene dissimulato per non accrescere il suo imbarazzo quando si fosse trovato in presenza della Regina.

Trasalì nel sentir stridere la chiave nel foro della porta: certo era lei che gli apportava il cibo. Si alzò ed attese.

La porta si aperse e nel vano apparve la Regina.

Egli che non si aspettava quell’apparizione retrocedette sorpreso, confuso.

— Vi siete fatto attendere un bel pezzo signor duca di Fagnano — disse la Regina entrando, mentre con un sorriso porgeva la mano al giovane perchè gliela baciasse.

— Che! — gridò lui — Vostra Maestà sa?...

— La Mia Maestà ha troppo a cuore i suoi sudditi più devoti perchè ignori quel che ad essi avviene. Ma la vostra sorpresa, duca, non deve impedirvi di baciarmi la mano.

— Perdono Maestà, perdono — esclama Riccardo inchinandosi per portare alle labbra la mano piccioletta e bianca di Carolina d’Austria.

Era bastato quel bacio perchè sentisse il sangue accendersi e pulsargli impetuoso nelle vene. Anch’ella aveva rabbrividito mentre contemplava il giovane con occhi accesi.

— Come vi aspettavo — mormorò — come vi aspettavo! Come temetti di non vedervi più, chè, per quanto avessi mandato attorno per aver vostre nuove, nessuno sapeva darmene! Solo stasera lessi in un rapporto l’essere stato voi riconosciuto da vostro padre.