— Regina — disse lui serio e grave — io la supplico di una grazia: di non vedere in me che il colonnello Riccardo, ben potendo assumere qui un tal grado. Ragioni di delicatezza e di riguardo per una persona a lei devota m’impongono di non portar un titolo che d’altra parte mi potrebbe esser conteso non possedendo io, anche se avessi l’intenzione di farlo valere, il documento che si richiede.
— Voi non volete che Alma ne soffra o per lo meno soffra del danno che il vostro riconoscimento apporterebbe a suo padre!
Aveva la collera nello sguardo, e il sospetto geloso le aveva fatto corrugar la fronte e assumere l’aria feroce in lei caratteristica. Senza aspettare la risposta del giovane soggiunse con un convulso tremito nella voce:
— Voi dunque amate quella che un tempo era la figlia dei vostri padroni e che adesso è vostra cugina?
Egli diede un balzo a queste parole: comprese il terribile, il mortale pericolo cui avrebbe esposto Alma se si fosse tradito, se quel suo amore che non aveva alcuna speranza e che egli si proponeva di soffocare nel suo cuore fosse stato scoperto da quella donna così crudele nella sua vendetta e che aveva dei diritti su lui. Onde, poi che in fine dal fascino di quell’ardente bellezza si sentiva di nuovo potentemente agguanciato, le si inginocchiò dinanzi, ne prese le due mani, e alzando gli occhi per ricercar quelli di lei.
— O Regina — le disse — o Regina, per venir qui ho rifiutato la pur lusinghiera offerta di mio padre che avrebbe ottenuto per me un alto grado negli eserciti francesi. Per venir qui sono stato sordo alle sue preghiere, alle sue suppliche e mi son fatto ricondurre in carcere. Per venir qui sono evaso abbandonando il padre mio che ne morì dal dolore. Per venir qui mi sono avventurato solo in una barca, chè sarebbe stato ben pericoloso affidarmi ad una delle navi che approdano in questi porti. Fatto prigioniero da corsari barbareschi, portato da essi come schiavo in Algeri, per venir qui ho spezzato le catene, ho vagato pel deserto affrontando le fiere, soffrendo la fame e la sete, con un solo intento nel cuore, giungere fin qui; con una sola imagine nella mente, la vostra, o Regina; guidato, sostenuto da un sol pensiero, il giuramento che aveva fatto di raggiungervi ad ogni costo. E non di me m’importava, come non mi era importato di mio padre e del grande avvenire, e degli onori e del grado e del titolo che mi si offrivano; ma di voi, o Regina, di voi cui facevano bisogno un braccio sicuro e un cuore devoto. E quando mi credetti sul punto di esser fucilato dai Francesi, d’essere sgozzato dai corsari, di cader vittima dei feroci guardiani degli schiavi in Algeri; allorchè traversando il deserto inseguito da coloro cui ero sfuggito, con le fauci arse dalla sete, con le visceri attenagliate dalla fame, scalzo, lacero, con le antiche ferite che si erano riaperte, temeva di non giungere al mare, io non pensavo punto a me, alle mie sofferenze, alla mia giovinezza, al mio avvenire: io pensavo a voi, a voi e al giuramento che avevo fatto. Ed ora che sono qui ai vostri piedi, ditemi, o Regina che io amo, ditemi voi cui ho dedicato questa vita mia, ditemi se meritavo di essere accolto con quelle tristi parole! Guardatemi in viso e vi leggerete i patimenti sofferti; guardatemi nel cuore e vi troverete una sola immagine, una sola idea, voi!
Ella a poco a poco dalla voce di lui inebbriata aveva inteso dileguar la sua collera e l’atroce sospetto. L’ardente ed eloquente linguaggio del giovane ne rammorbiva a grado a grado il cuore e le carni. Gli aveva messo una mano sulla testa e ne veniva dolcemente carezzando i capelli, mentre i suoi occhi, che da principio aveva stornati, ora pregni di dolcezza fissavano gli occhi del giovane che mentre parlava la vedeva chinarsi sempre più su lui, come attratta da un fascino irresistibile, finchè alle ultime parole le loro bocche s’incontrarono e gli cadde fra le braccia.
Quando ella rinvenne da quell’ebbrezza stette a contemplarlo a lungo, a lungo; poi sollevandone i capelli dalla fronte quasi volesse legger bene nel pensiero di lui:
— No — gli disse — tu non mi tradirai come gli altri mi han tradita. Perdonami, ma gli è che le tante infamie di cui sono stata vittima mi han fatta così trepida, così ombrosa, così facile al dubbio. Tu sei tutto mio dunque, fino ad abbandonare tuo padre, fino a rinunziare ad un grado, ad una fortuna?! Di questi uomini un tempo i re facevano i loro principi, le regine il loro amore; io ti avrei fatto il mio genio. Vuoi tu nell’alto del trono o nel profondo dell’abisso, salire con me o precipitare con me? Di’, lo vuoi tu?
Egli che aveva ancora nel cuore e nelle labbra la voluttà dei baci di quella donna rispose: