Nel punto di varcare la soglia della stanza gli si rivolse:
— Vi avverto — disse — che la figlia del duca di Fagnano, mia lettrice, sa che voi siete suo cugino. Glielo ho detto io stasera, prima che ella mi dicesse che eravate qui.
— Ah! — fece lui quasi sgomento.
Ma giunse a dissimulare il suo dolore; e poichè la Regina gli stendeva la mano, la prese fra le sue e portandola alle labbra vi depose un lungo bacio.
IV.
Prima d’incominciare questo capitolo, il romanziere sente l’obbligo di dichiarare che cede la penna allo storico come del resto l’ha più volte scambiata in questa narrazione per la quale si è servito di quanto le cronache di quel fortunoso periodo han registrato; giacchè non dice e non fa dire ai suoi personaggi nulla che non sia di una scrupolosa esattezza.
Questa dichiarazione è necessaria quando le cose che si raccontano si oppongono alle cose che sono comunemente adottate. Per esempio, pochi sanno che Carolina d’Austria era una fervida ammiratrice del suo maggior nemico: Napoleone Bonaparte. Il Sainte-Beuve nei suoi Nouveaux Lundis, volume X, riporta il brano di un colloquio di Armand Lefebvre che scrisse la «Storia dei Gabinetti di Europa durante il Consolato e l’Impero» e che era stato ambasciatore a Napoli e vi aveva conosciuto da vicino «cette fameuse reine Carolina, fille de Marie-Térèse, notre ennemie jurée, une femme violente, capricieuse, passionée, et qui à laissé dans l’histoire des souvenirs romanesques et sanglants» la quale gli disse un giorno queste parole che riporto dal testo:
«Assurement, il me serait pardonnable de ne pas aimer Bonaparte; eh bien, je ferais volontiers mille lieues pour le voir. Si j’osais me comparer à ce grand homme, je dirais que j’ai un sentiment commun avec lui, c’est l’amour de la gloire; mais il a poursuit son objet en grand et il l’a obtenu, au lieu que moi, j’ai cherché la gloire dans les buissons, et je ne suis parvenue qu’à me piquer le bout des doigts. Quand vous lui écrivez, dites lui que je ne me lasse pas d’admirer l’adresse avec laquelle il a su profiter d’un temps ou Frederic et Catherine ayant disparu du thêatre des affaires du monde, il n’y a plus sur tous les trônes de l’Europe que des imbeciles».
Va da sè che tra gl’imbecilli Maria Carolina annoverava suo marito Ferdinando IV e pour cause, avrebbe detto l’ambasciatore Armand Lefebvre!
Nel salone della villa di Castelvetrano ove la Regina era stata relegata, sedeva ella in attesa che il maggiordomo introducesse l’ufficiale francese che era stato da poco liberato dalle carceri di Messina in cui l’avevano rinchiuso gl’Inglesi poco persuasi ch’egli fosse sbarcato in Sicilia per attendere ad alcuni studi di archeologia. Egli il giorno innanzi aveva chiesto di esser ricevuto dalla Regina alla quale avrebbe arrecato notizie del capitano Amelio da lei mandato in Francia.