Sapeva bene Alma che la Regina parlava di Riccardo, il quale la mattina di quella notte, essendo ancora Alma nella sua stanza era partito per la pianura di Segeste con l’incarico di formar due grosse bande dei Calabresi che vi si erano radunati. La Regina lo aveva fornito di vesti e di armi nonchè di un cavallo; e da lei stessa Alma aveva saputo che al ritorno sarebbe stato ricevuto alla villa in forma per dir così ufficiale.
Ora ella si sentiva incerta, confusa, non sapendo a qual partito appigliarsi. Doveva ella continuare a far parte della casa della Regina, rendendosi complice dei rapporti di lei con quel giovane, rapporti che non poteva più oltre fingere d’ignorare e che a parte il turbamento che destavano nel suo cuore, compromettevano la sua dignità di fanciulla? La Regina era la Regina, nè lei si sentiva in diritto di biasimarla anche perchè i tanti sofferti infortuni la facevano meritevole di una certa commiserevole indulgenza.
Ma lei, poteva lei esser testimone di rapporti sconvenevoli, non giustificati o legittimati neanche da una passione vera e profonda; chè ella ben ne sapeva l’origine in un capriccio della Regina, la quale aveva trovato in quell’avventura uno svago?
D’altra parte, come lasciar quella donna, che era la sua Sovrana, che era stata sempre buona ed affettuosa con lei, alla quale ella non avrebbe potuto rimproverare quei rapporti se non svelandole il mistero del suo cuore? Ed anche se l’anima sua non avesse potuto resistere, dove sarebbe andata? A Palermo da suo padre, da suo padre che aveva su lei delle mire così turpemente ambiziose, e che avrebbe voluto col suo assenso ad un matrimonio odioso comprare il favore degl’Inglesi?
In quei tre giorni la giovinetta non aveva avuto pace, funestata da tali pensieri, resi più tristi dal saper Riccardo suo prossimo congiunto e quindi non indegno del suo amore; che almeno se l’avesse come pel passato creduto un misero avventuriero, quella simpatia che a poco a poco era divenuta un sentimento ben celato sì, non confessato neanche a se stessa, ma pur doloroso, avrebbe avuto un freno, mentre ora poteva abbandonarsi a quell’amore, poteva senza arrossire svelarlo, essendo ormai quel giovane un suo pari.
Anzi, più che un suo pari era lui il vero duca di Fagnano, era lui che poteva chiedere a lei ed a suo padre conto di tanti anni di usurpazione, di godimento di un titolo e di una ricchezza che a loro non appartenevano. E avrebbe lei confessato quell’amore che avrebbe potuto credersi un calcolo vile, e avrebbe lei potuto frammettere il suo amore così puro nei rapporti fra lui e la Regina?
Doppiamente dunque il suo orgoglio si ribellava. L’abisso che li aveva separati un tempo era meno profondo e meno insormontabile dell’abisso che ora li separava!
Ella non aveva risposto alle parole della Regina e continuava a vagar con lo sguardo trasognato per la spiaggia deserta, quando vide un cavaliere che di galoppo veniva verso la villa. Quantunque fosse ancor lontano, trasalì avendolo riconosciuto. Era Riccardo.
— Se Vostra Maestà non ha bisogno di me — disse lei dissimulando il suo turbamento — vorrei ritirarmi nella mia stanza.
La Regina si era alzata e avendo volto lo sguardo al di fuori diede un grido di gioia.