— Sono altri poveri corbellati che vengono a morire di fame con noi!

— Aspettatemi qui — disse Riccardo — finchè non torno dall’aver parlato col capitano.

— Sappiate, inoltre, che, come ho sentito dire da alcuni, gli Inglesi i quali fan qui quello che i Francesi fan da noi, si preparano ad assalirci. Alcuni dei nostri hanno assalito due soldati a cavallo che andavano a... a una città che si chiama Palermo con una lettera per chiedere rinforzi. Diceva la lettera che in questa spiaggia erano sbarcati molti briganti calabresi. Chi chiedeva i rinforzi diceva di non aver soldati in buon numero. Questo ho inteso dire da chi ha letta la lettera.

— Abbiamo dunque cinque o sei giorni innanzi a noi per riordinarci.

— E per sfamarci.

— La Regina, non dubitate, provvederà a tutto. Essa nulla sa che vi lasciarono senza provvedere ai vostri bisogni. Dimani verrà lei stessa...

— Non venga se prima non ci fu dato del pane, almeno; non venga...

— Pazientate — disse Riccardo che era risalito a cavallo. — Non dite nulla del nostro incontro finchè io non torno. E se vedete che il bastimento si allontana dal lido, non temete: vuol dire che avrò costretto il capitano ad andare a provvedersi di quel che vi occorre e che io l’accompagno. Seguitemi al lido. Vi lascierò il cavallo per custodirlo fino al mio ritorno.

— La Madonna del Carmine vi ha qui mandato, la Madonna del Carmine! — esclamarono i due.

Trovarono un pescatore che già aveva messo mano ai remi di una barchetta. Riccardo vi entrò e in breve furono ai fianchi del brik presso una scala di corde per la quale il giovane si arrampicò con grande sorpresa dei marinai accorsi.