Bubalino spagnuolo cittadino di Concha: fu l'inventore di mangiare conigli, animali fecondissimi, & vaghi d'habitare nelli incavati antri, come testifica Martiale, così dicendo: Mostravit tacitas hostibus ille vias. Gaudet in effossis habitare cuniculus antris.
Licasto Caldeo, fu l'inventore di mangiare l'uova cotte col botiro fresco, & di farne frittate, ò vero pescio d'ovo: fu similmente sua inventione di cuocerle nel fuoco, & nel tegame con ottime spetie, & agresta.
Partusio da Nicopoli, fu l'inventore di far torte de vari legumi, herbe, & frutta.
Libista contadina Lombarda da Cernuschio: fu l'inventrice di far raffioli aviluppati nella pasta, & di spogliati detti da Lombardi mal fatti.
Macharia da Cremona: fu l'inventrice di far le tartare, & di cuocere quella compositione, che dalle noci si chiama nosetto: ravolta questa ne Cavoli: in alcune parti d'Italia chiamansi caponi: L'è il nosetto una vivanda, che si usa la quaresima in alcuni luoghi di Lombardia, & spetialmente in Milano.
Marina da Offlaga: fu l'inventrice de Fiadoni, & de Raffioli di Enola, & del mangiare herbe amare.
Melibea da Manerbio: fu l'inventrice de casoncelli, delle offelle, & delli salviati: fu costei donna di grande ardire, & è chiara cosa, che con le proprie mani amazzò un'orso di grandezza mostruosa.
Meluzza comasca: fu l'inventrice di mangiar lasagne, macheroni con l'aglio, spetie, & cacio, di costei fu anchora l'inventione di mangiare formentini, lasagnuole, pinzoccheri, vivaruolo: mori di ponta, & honorevolmente fu per le sue inventioni sepelita.
Il primo, che ponesse in costume di mangiar appio, fu Lanieno: prima se ne coronavano solamente le tempie quando eravamo vincitori in Nemea: così referisce Plutarcho nella vita di Timeleonte.
Claritia da Cremona: fu l'inventrice di mangiar fagioli col pepe, con l'aceto, col sale, & olio, asciutti però, & non con brodo.