Camena da Piperno: fu l'inventrice del mangiar ceci, cicerbita, & lenti con molto aglio et salvia per dentro.

Camilla anconitana: fu l'inventrice della fava menata, ben'oliata, ben impepata, & vi poneva per dentro il porro, ne la reputava buona se non era tanto tenera, che l'entrasse per un fiasco.

Il primo che usasse nelle vivande l'Aneto fu Bacchio di Corintho, il seme suo (se il vero scrive Avicenna) è giovevole alli dolori, & il seme anchora bollito & odorato rafrena i singhiozzi.

Coccolina da Lucca: fu l'inventrice di far composta di rape, di carotte, di zucche, & de poponi: & fu anche quella che prima pose il fenocchio, le pesche, la basiggia, & i cocumeri nell'aceto.

Calandrina da Pistoia: fu l'inventrice di por l'olive in compagnia del rostito, di far le empiture de gli ucelli, & di mangiar le trippe di Vitello, di bue, di porco, & di capretto, & ponevaci per dentro delli aglietti, ò vero porretti, & di quelle spetie di Pistoia, che avanzano tutte l'altre.

Il primo che usasse aniso, ne condimenti delle vivande, fu Creusa da Megara: molto lo commendò Pithagora, toglie li insogni se l'è sospeso al capezale.

Menina briancesca, fu l'inventrice della salsa verde, & della limonea, gratissima ad ogni sciocco appetito, fassi ottima a Milano nel monister maggiore per quelle sante mani di D. Anastasia cotta.

Meridiana da Cesenna, fu l'inventrice di far le minestre col latte di mandorle, & di far le rossumate, & alcuni altri intingoli saporitissimi.

Melina da Reggio fu l'inventrice del fare le insalatte delle carotte, & di far cuocere i caci cavallucci nel schidone con prestissimo fuoco, & col sopraporvi zuchero, & canella copiosamente: la medesima fu inventrice di far quel rosto, che si chiama rosto annegato.

Calidonia Brunella: fu l'inventrice del sapore fatto di nocelle, di far baldoni, lucanica fresca, insalata, et delle tomacelle, per le quai cose, venne in gran riverentia il porco, che prima si schifava, & crebbe piu quando furono asaggiati i salciciotti, & le mortadelle.