Letto che io hebbi le vostre dolcissime lettere, incontanente chiamai ambidui li nipoti vostri, & si lor dissi quanto faceva di mestieri, per dargli miglior creanza & per rimuoverli da quelli brutti studi, ne quali del continuo occupati si stanno: ma certamente a quel che io mi aveggo, hò gittato tutta l'opra come quelli far sogliono, che predicano al deserto: m'è venuto per tanto voglia di rassimigliarli a quella gemma detta Antrace, della stirpe de carbonchi, a cui è cosa peculiare l'estinguersi nel fuoco & ardere nell'acqua. Oh quanti ne veggio di tal natura che se li essorto divengono languidi et nell'opra rimessi, se da qualche cosa li sconforto tutti si accendono: se lor faccio grato servigio mi doventano nemici & se li tratto male, molto piu mi apprezzano & fannomi vezzi. Ricordomi d'haver letto in Plutarco ritrovarsi alcuni ingegni, simili a quella Pietra che si chiama Draconite; la quale polir non si pò, ne artificio alcuno suole mai admettere: a questa pietra rassimiglio io alcuni ingegni e ispetialmente quelli de vostri nipoti, poscia che ridur non si possono ad alcun civil costume & honorato esercitio. Io vorrei (si come piu fiate lor hò detto) imitassero quelli che seco portano alcune gemme, altri contro l'imbriachezza & altri contra la celeste saetta: cosi anch'essi havessero sempre con esso loro alcuni precetti della christiana philosophia: per rimediare con prestissimo antidoto alle infirmità dell'animo. ne altro intorno a questo vi dico. Iddio li aiuti. Di Lucca alli X. di Febraio.
CAMILLA N. A M. SEPTINIA ALBIZI.
Havendomi per vostre lettere significato il desiderio che havereste, di maritare vostra figliuola in qualche honorato gentilhuomo della citta di Brescia, dove mi ritrovo havere de molti amici & benivoglienti, vi faccio sapere ch'io n'hò uno alle mani, nel quale, appariscono tutte le virtù a quella sembianza che non veggiamo apparire nella gemma detta Oppalo tutte le doti dell'altre pretiose gemme: egli è per la prima cosa, un'armario di civile & de canonici statuti, l'è un largo fonte di cortesia, l'è un essempio di fedeltà. L'è finalmente l'Idea della giustitia & della modestia: & se per aventura non mi havessi quella fede che merita l'amore qual io vi porto, dirovi & il nome & il cognome, acciò che pienamente da altri informare ve ne possiate: chiamasi M. Lodovico Barbisono, la cui eccellentia è tale che non si pò conoscere da chi non se gli avicina a quella foggia a punto che dell'altezza de monti intraviene: non prattica veruno con esso lui, che miglior & piu discreto non doventi, anchora che con tal pensiero non ci si pratticasse: aviene a punto come avenir suole a quelli che nelle profumerie entrano, che seco poi ne traggono l'odore anchora che per tal rispetto non vi entrassero ò vero come quelli che dal Sole son fatti coloriti pensando per aventura a qualunque altra qualità solare: avisatemi d'ogni vostro pensiero che intorno a ciò farete, perche sappia come governar mi debba. Di Brescia alli XII. d'Aprile.
D. CORNELIA PICCOL'HUOMINI CONTESSA DI ALIFFE ALLA S. ISABELLA SFORZA.
Delle male fortune che occorse vi sono, ne hò sentito tanto dolore che al mio vivente non hò mai sentito il maggiore: & credo fermamente ch'egli mi havrebbe del tutto sbattuta, se confidata non mi fussi nell'alta prudentia della .S.V. della quale hò sempre sperato che in qualunque fortuna vi ritrovassi, mostrareste che piegare non si pò per alcuno maligno soffiare d'impetuoso vento la grandezza dell'animo vostro. il nano anchora che sopra di altissimo monte posto sia, egli non rimane perciò di esser nano, et cosi sel si pone un colosso nel pozzo non resta per questo di scuoprire quanto egli sia grande: cosi anche la donna savia è sempre grande, ben che da colpi di fortuna trafitta sia et la pazzarella è sempre picciola, anchor che in somma & splendida fortuna si ritrovi essere; sopportate .S. mia quanto vi accade di sinistro con viril animo, ne vi lasciate in modo alcuno sbigottire dall'altrui malitia, la quale è a peggior conditione condotta che non sono i serpenti, poi che quelli senza veruno suo danno in se contengono la qualità velenosa, & la malitia per se stessa se la bee & ingiottisce. vi conforto di piu a perdonare a chi vi ingiuria & a torto travaglia, ne permettere che la lor detestabil ingratitudine vi ritardi mai ò vi rimova dal far di novo beneficio, si come non restate di seminare doppo la mala ricolta, ne restate di navigare, benche piu volte habbiate fatto naufragio. cosi facendo ne riportarete somma loda, & viverete quando sarete sotto terra. state sana & confortative in Christo. Di Napoli alli X. di Settembre.
ISABELLA SFORZA A M. FLAVIA LAMPUGNANA.
Nelle vostre lettere mi richiedete che io vi mandi almeno venti belle sententie Latine per farle scrivere nella sala che novamente havete fatto dipignere, nella qual cosa mi sono adoperata quanto piu hò potuto diligentemente & hò fatto la scelta di queste c'hora vi mando: perche le facciate non sol dipignere, ma perche ve le scolpiate nel cuore.
Crebra ira animum exulcerat:
Iracundiam iracundia ne pellas,
Ratione firmandus est animus: