Molti lodano la bontà vostra, & molti all'incontro biasmano l'ostentatione che voi usate, perche si creda da tutti che buona & virtuosa siate: questo non è ben fatto, perche la vera virtu fu sempre di se stessa contenta, ne premio veruno ricerca: ella non dimanda loda, non chiede premio: ne vuol alcuna ricompensa: bastali sol di virtuosamente operare, senza che l'habbi testimonio che predichi i suoi gloriosi fatti. si come la terra dove si cela alcuna vena d'acqua, suol mandar sempre fuori avanti il nascimento del Sole, alcune esalationi in forma di nuvole, cosi quelli che sono veramente buoni sempre soliti sono di dar alcuni indicij di lor stessi; per iquali chiunque ha punto di discorso, puo chiaramente comprendere che in te sia la lor bontà: astenetevi adunque da queste brutte affettationi, lequali possenti sono a scemarvi la reputatione, anzi che di accrescerla pur tantino: Io ve n'ho piu volte ammonita, ma per quel che mi aveggo, gitto via il tempo & l'opra insieme poscia che voi non ci attendete. Paretemi voi fatta simile al terreno di Narni, ilquale per la pioggia si fa arido, & per il caldo s'inhumidisce, la dove M. Tullio si puose a giuocarci sopra & dire, EX IMBRE PULVEREM, EX SICCITATE FIERI LUTUM. Cosi credo io facciano le ammonitioni mie verso di voi, se vi predico l'humiltà, insuperbite fuor di modo, & se all'ambitione per aventura vi conforto, vi abbassate piu di qualunque vilissima creatura. Hor su fate pur a vostro modo & vedrete quel che ci guadagnerete: non altro intorno a questo fatto vi ragiono. Scrivetime spesso, perche farò il medesimo verso di voi. Di Mantova alli IIII. di Novembre.
GIULIA GELMINI A M. CAMILLA P.
Hò favellato con quella buona femina che m'havete inviato per i miei servigi: certamente non vi siete punto ingannata dell'ingegno & della prudentia sua: di che aveduta me ne sono in una sol risposta ch'ella mi dette. Protogene Pittore conobbe l'eccellentia di Apelle per una sola linea non havendo mai piu veduto la faccia sua, & io scopersi subitamente l'altezza del suo ingegno per una accorta parola ch'ella mi disse. Ve ne ringratio quanto so & posso, ne per me mancherò di trattarla amorevolmente, come se sorella mi fusse & non serva. hormai ho imparato con mio danno a governare altrui. So che ad alcuni si richieggono dolci ammonitioni, & ad alcune acerbe riprensioni, a quella guisa appunto che veggiamo alcune gemme non risplendere se non sono macerate nell'aceto & altre bollite col mele farsi piu belle & piu lucenti: ho similmente avertito che si come piu facilmente s'insculpisce nelle gemme ciò che l'huomo vuole se l'instrumento è caldo & fervente che se freddo fusse, cosi puo efficacemente comandare qualunque padrona ama ciò che loda, & di cuore odia quel che essa con la lingua vitupera. Io fui sempre di questo pensiero & animo, di far piu tosto con arte & con ragione che per viva forza, ma per non mi diffondere nel scriver piu di quello che fa di bisogno, vi conchiudo che me n'havete fatto singolar piacere. Domani manderò per essa et darolli quella impresa, che m'hò disegnato nell'animo di volergli dare, & di quello che ho promesso alla S. V. di donargli per sua mercede non mancherò per quanto cara mi è la vita, & l'honore. Di Napoli alli X. d'Aprile.
LUCRETIA MASIPPA A M. CANGENUA F. N.
Io mi trovai l'altro giorno in un drappello di savie donne, dove molto si ragionò della schiettezza et della lealtà che alle persone d'honore come voi siete si conviene, & anche ragionossi della duplicità de cuori, & biasmossi con acerbissime parole quella simulatione & hippocrisia (per dirla con voce Greca) che in molte femine dell'età nostra non senza gran giattura a tutte l'hore si scorge & di voi diffusamente si parlò & gran colpa di ciò vi si dette da ciascuna. Iddio sa quanto mi dispiacque che si leggiadra donna qual sempre foste, si credesse macchiata di si lorda & di si brutta pece: ma perche vi siete voi cara sorella cosi lasciata ammorbare & avelenare? non vi pare assai che nel corpo celato si stia l'animo, senza che nell'animo si celi anchora & coprasi la verità? ò quanto è lodato Pomponio Attico del non haver mai (al suo vivente) favellato simulatamente, quanto dall'altro canto è biasmato presso di Aristophane quel Phrimonda per esser stato sempre natural nemico di quella schietezza laquale io come qualità veramente divina et celeste amo & adoro: & per qual altra cosa biasmasi presso di Homero Sisipho salvo che per non esser stato leale, & nella sua lingua verace? Io per me, non so come conversar si possa mai con tal sorte di persone, che altro ha nel cuore & altro nella bocca gli risuona sono pur questi tali dalla santa scrittura giustamente condennati: sono pur divinamente rassimigliati alli astuti Draconi. O Dio perche non ve la scacciate voi tosto dall'animo? non vi accorgete forse quanto ella si disdica alle altre vostre buone & illustri qualità? sufficiente giudico io questo difetto per mandarvi in bocca di Lucifero (se la divina misericordia non vi aiuta & non vi difende) l'è sufficiente questa mala parte a farvi odiosa & abhominevole alla miglior parte del mondo, imperoche qualunque non è schietto è di necessità ch'egli sia nella vita sua tutto vario & inequale, hor bugiardo, hor verace, hor aspero & hor dolce & piacevole; la onde non senza giusta causa Plutarco li rassimiglia a quel lago che si trova presso delli Trogloditi c'hora è salso, hor è dolce, & sovente volte si trova amaro, ma sapete voi madonna mia quel che ci inganna & l'intelletto nostro abbarbaglia? ingannaci il credere che questa sia una vera & lodevole virtu & quelli mali difficilmente sempre si schivano, liquali sotto protesto di bene familiarmente ci lusingano; quante n'ho io vedute che per saper ben simulare, & alloro arbitrio dissimulare, et rade volte dir il vero, uccellando & schernendo quelle persone, lequali forsi erano tenute di cuore amare, & riverire, credevano d'esser ben ingegnose & di alto intelletto, grossolane tenendo quelle che portano il cuor in bocca, & quelle medesime voci li risonano nel cuore che nella voce si sentono. Voi vi potreste forsi dolere & con esso meco iscusare, con dir che se siete simulatrice, ciò vi aviene per esser sin da fanciulla avezza con persone di tal professione instrutte: accetto io in ogni modo questa vostra poco probabil scusa; perche ottimamente conosco di qual pelo sieno state per il passato sempre le conversationi vostre: ma quanto però maggior loda ne riportereste voi facendo come fa il pesce che nasce in mare & pur non ritiene pur una dramma del sale marino: di quanto maggior pregio sareste voi tenuta, se faceste come hò veduto far molti & nati & nodriti fra Barbari che pur da ogni Barbarie remotissimi sono. & qui faccio al mio scriver fine. Di Vinegia alli X. d'Agosto.
LA CONTESSA CATHERINA VISCONTE LANDESSA ALLA S. CINTHIA PICCOL'HUOMINI.
Alli di passati io hebbi quel Dialogo che voi per cosa nova mi mandaste composto da un certo lava ceci ch'esser non pò già altrimenti, poi che vi si biasmano per dentro le donne come cosa di poco ingegno, di niuna prudentia, di niuno giudicio & di minor intentione (salvo che all'oprar male). Io haveva fra me stessa pensato di volerlo confutare con vive ragioni, & con fortissimi essempij: ma sopragiungendomi diverse occupationi; sono rimasta à mezo corso dell'incominciata impresa. et perche l'auttore del Dialogo, molto si ferma in raccogliere l'utilità grande che recato hanno al mondo gli huomini con l'inventione di molte cose: cosi io all'incontro con assai diffuso sermone, dimostrava nella mia confutatione come Minerva ritrovasse l'olivo, Cerere le biade & la coltura della terra: Phemone il verso Esametro: Anagallida il giuoco della Palla: Glicera le corone: Carmenta madre di Evandro le lettere: Semirami la nave longa; Città Luchese l'oro nella pelle tessuto: Sapho il verso Saphico: Combe figliuola di Asopo l'armatura di Enea: Pantasilea la scure: Clio le historie: Melpomene le Tragedie: Thalia le comedie: Euterpe le Tibie o Flauti che li vogliamo dire. Erato la Geometria, Terpsicora il Salterio; instrumento presso li antichi molto usitato: Urania l'Astrologia: Polimmia la Rhetorica: Calliope le lettere greche: Thimele il Saltar Scenico: Gulphila le lettere Getiche: Nicostrata i Caratteri latini: & cosi di mano in mano scorreva io sempre di lungo, aggiungendo sempre alle inventrici i testimoni delli antichi & Greci & Latini: ma per dirvi il vero, m'è paruto poi di far meglio collocando il tempo in speculatione di maggior momento. questi nel vero sono pur i bei Capricci che vengono in capo ad alcune bestie, poi che per parere galanti & ingeniosi cavaglieri si pongono a dire & scriver male delle donne, quasi che dalle donne & nati & nodriti non sieno: sciocchi nel vero ch'essi sono, & degni di esser con l'Eleboro purgati, sel accaderà che noi ci vediamo prima che me ne vada al Sen: vi farò copia di quanto mi ritrovo havere in tal materia scritto. fra tanto, state sana & per difendere le donne se non bastano le parole, poneteci & l'unghie & i denti. Di Piacenza alli XIII. di Gennaio.
LUCRETIA M. CONTESSA BECCARIA ALLA S. R. N.
Non ci puo illustre S. mia esser il peggior segno delle nostre future rovine, che di vedere i tristi & disleali hoggidi triomphare & governare per il lor arbitrio il mondo; l'è questo segno molto piu certo che non è di ventura tempesta, il vedere con gran lascivia scherzare i Delphini sendo il mar tranquillo & bonacciato. Questo vi dico io acciò stiate ben avertita & proveggiate a casi vostri. Si come spesse volte aviene, che sendo il cielo ben sereno, alla sproveduta crudel tempesta si lievi: cosi anchora sendo le cose prospere & liete, n'accade spesso di vedere con nostra mala contentezza grandisimi bisbigli & atrocissime perturbationi. che sarebbe adunque da fare? io vi consigliarei sorella honoranda a levarvi quindi dove al presente vi ritrovate con si mala compagnia. non siate per Dio si mal accorta che non prevediate la tempesta che vi sta sopra del capo, avanti ch'ella faccia il suo colpo: imitando la buona disciplina de diligenti Agricoltori. & questo bastivi, quanto al caso occorso (dico dell'insolentia de vostri nemici) & di quanto potete ragionevolmente temere. Verrò hora pian piano, a toccare dell'altre corde per vostro beneficio non meno necessarie. Parerebbemi .S. ottimamente fatto che voi riponeste que danari che tratti havete per conto della dote vostra in piu sicuro luogo & meno esposto alle insidie de rubbatori. Natura puose l'anima della Murena nella coda & non nel capo, per insegnarci a riporre le cose che carissime havemo ne luoghi che soggetti non sieno alli pericoli dell'altrui rapacità. cosi facendo non havrete forsi cagione di star sempre su le nimicitie, & sul far del continuo liti: non dico già che voi diate licentia per hora al fattore vostro, sperando per questo di rimediare a vostri affanni: perche nel vero io temo che questo non sia sofficiente rimedio al morbo, che penetrato veggo nelle viscere delle facultà vostre: temo che non fusse il rimedio che si procurasse simile à punto al rimedio che ne porge l'Erba detta Climenos; laquale talmente giova, ch'ella spesso induce sterilità et alle donne & a gli huomini: & qual giovamento sarebbe questo scacciare un male, per admetterne un peggiore? ponete adunque mente a fatti vostri, se non ci volete rammaricare come sin qui havete fatto. Io me n'anderò fra pochi giorni in Villa, dove intendo che tutto il mio studio sia nell'Agricoltura; hò di già incominciato a fare un giardino non inferiore a quello di Cirro, dove penso disporre tutti gli alberi nella figura quincunce: se vi verrà voglia di villeggiar con esso noi, fatecelo sapere che per voi verrò battendo l'ali. Fra tanto state sana & il piu che potete lieta: il mio consorte vi si raccomanda & li figliuoli miei vi basciano riverentemente le belle mani. Di Pavia alli XX. d'Aprile.