Della mala compagnia che vostro marito vi fa, n'hò sentito tanto dolore quanto sentir si possa: hò poi da l'altro canto sentito non mediocre piacere intendendo che delle sue minaccie, & sciocche bravate hormai vi sbigottite poco; & havete incominciato à farne quella poca stima che meritevolmente far se ne deve: & pare che ottimamente l'intendiate, imperoche molti mariti si ritrovano simili alli Cocodrilli, seguaci verso chi li fugge, & fugaci verso chi li segue: cosi a punto sono alcuni se si mostra haver di lor timore insuperbiscono & ferocissimi divengono; ma se virilmente li sprezzi & lor fai resistenza si mollifica incontanente la lor ferocità. fate pur a cotesto modo, ne vi sgomentate, perseverate in esser animosa & ardita; perche ve ne risulterà piu commodo che incommodo. Dal nostro Casino di Correggio.
SERPENTINA POLLITA A CHRISTINA FORUZZA.
Io vi ho sempre sconfortata dal far l'amore & vi ho piu volte narrato li gravi incommodi che dall'amor nascono: ne mai m'havete voluto prestar grata udienza, di che ne sono lungamente vissuta in grandissima malinconia & m'era nell'animo mio rissoluta di non farvene piu motto: ma intendendo hieri da persona di somma fede in quanto pericolo & di vita & di honore eravate per cadere. ho voluto dar luogo alla pertinacia mia & di novo vi rescrivo che lasciate la pratica che si strettamente vi havete con quel tristo & scelerato presa: non sapete almeno che l'è si carico di mal francioso ch'egli a gran fatica si puo porre le mani in capo egli s'ha giuocato hormai infin'alle brache, & non ha di che regger & sostentarsi. Ò infelice voi se mai voglia vi viene di prendere per marito questo bricone, questo furfantaccio inutil peso della terra: Deh se sapeste quel che ad ogni lato sento per le case buccinare di questa vostra novella pratica vi nascondereste per vergogna; ma a quel che mi aveggo l'havete perduta et havete fatto una fronte di pietra & un viso di vetro tante volte v'ho sgridato, ne mai vi siete rimossa da questa infame pratica. posso ben dir di voi quel che disse il propheta FRONS MERETRICIS FACTA EST TIBI, NESCIVISTI ERVBESCERE. Scriverei piu oltre ma lo sdegno & la collera m'indebolisce la mano. Di Roma alli XX. d'Agosto.
NOSTRA CONTESSA CAVRIOLA A MADAMA DI TAMPE S.
Intendo Madama, che doppo la morte del Christianissimo Re Francesco, vi si è di mala maniera mutata la sorte: & dove prima la fortuna vi mostrava un viso si lieto, & si giocondo, mostravel hora tutto torbido & dispettoso; & havervi da si alto luogo, posta, quasi al fondo dell'abisso: me ne è duolto & incresciuto assai, ma che s'ha però da fare? conviene sofferire in pace, ciò che vuol la fortuna, la quale signoreggia in ogni cosa; ne senza causa disse quel gentil Poeta. TE FACIMUS FORTUNA DEAM COELOQUE LOCAMUS. Consolative Madama con l'essempio di Dionigi Tiranno, il quale fu costretto andar in bando, & insegnar l'Alfabetto a fanciulli nella città di Corintho. consolative con l'essempio di Valeriano Imperadore; & di Pazaite Re de Turchi, li quali furono astretti far ufficio de scabelli, l'uno quando Sapore Re de Persiani, & l'altro quando il Tamberlano voleva montar a cavallo. Indolcisca questa vostra tanta amaritudine la calamità di Suadocupo Re di Moravia & de Bohemi, il quale con una veste tolta in prestanza, s'invecchiò fuggitivo fra le selve, & le spelonche. Conforti i vostri duri casi, l'acerba fortuna di Leggittimo, figliuol di Perseo Re di Macedonia, il quale per sostentarsi, & per non morir di fame, fu costretto doventar fabro: non vi disperate punto, ma sperate di ritornare tosto alla prima fortuna: sel fu cosa facile ad Helena madre di Costantino di humilissima gente nata doventar moglie di Costanzo imperadore, perche non sarà piu facile a voi, di ritornar nel primo grado? fu facile a Rodope vilissima meretrice doventar Reina dell'Egitto et non sarà facile a voi, il ritornare, dove prima eravate? Deh state di buona voglia, et di cuor rallegratevi, che tosto tosto vedremo la fortuna raserenata. Da Pudiano alli XX. d'Agosto.
VIOLANTE MAURITIA CONTESSA DI GAMBARA A M. GIULIA ROSA.
Quella povera vedova carica de figliuoli, qual raccomandai l'altro giorno alla cortesia vostra, m'ha rifferito con mirabil gratitudine di animo, quanto siete stata verso di lei amorevole, & liberale. Io ve ne ringratio non sol da parte sua, ma anchora da parte dell'ordine donnesco, poi che non sol per questo effetto novamente fatto, ma anche per molti altri lungo tempo usati, voi certamente fate le donne per liberalità al mondo riguardevoli. Hebbe l'età passata Lucina Romana. Paula Busa, Theolinda Reina, Pudentiana & Praxeda, che nell'esser liberali fronteggiavano con gli huomini, et l'età nostra si puo a ragione gloriar d'haver M. Giulia Rosa piena di bontà & di virtù. Perseverate sorella in questi buoni ufficij, se volete eternamente vivere, ne giamai esser alla morte sottoposta. Per la virtù della liberalità Cipriano acquistò il cielo dando ciò che haveva à poveri di Christo. Abdia nudrì cento propheti nascosti nelle spelonche, dal furore di Iezabel: Othone terzo Imperador adornò l'Alemagna d'infiniti monasteri: per la liberalità famosi al mondo son divenuti, Theodorico, Titto Vespasiano, Traiano Imperadore, M. Scauro, M. Aurelio, et altri molti. Si che ritenete questa virtù acciò che l'altre Madonne Bresciane, pigliando da voi l'essempio, imparino ad esser liberali, & facciasi cessare & andare in domenticanza quel bugiardo detto, che si sovente contra di noi usurpano le maligne lingue de gli huomini. AVARUM MULIEBRE GENUS. ne altro per hora vi scrivo, piacciavi salutar in nome mio, & del conte Giovan Francesco mio consorte la nostra Contessa Avogadra, qual non veggendo parmi esser divenuta del tutto cieca. Di Prato Alboino alli X. d'Aprile.
MADDALENA CALZAVELA ALLA S. CONTESSA AVOGADRA.
Mi è paruto amorevole ufficio & a ben affettionata appartenente il pregarvi che vogliate pacientemente sofferire la deliberatione che ha fatto vostro figlio di andar in Levante: certamente non sol la non si deve riprendere, ma dico di piu che ella merita loda oltre che l'è senza pericolo alcuno, imperoche governati sono da un nocchiero piu del navigare esperto & delle stelle instrutto, che non fu mai quel Telone di Marsiglia, di cui favellando Lucano cosi scrisse. Dirigit huc Puppim miseri, quoque dextra Telonis, Qua nullam melius pelago turbante Carine Audivere manum, nec lux est notior ulli crastina, seu Phoebum videat, seu cornua Lunæ: semper venturis componere garbasa ventis, il nocchiero adunque è si esperto come voi udite, la nave è forte & si ben compacta quanto fusse mai quella nave Atheniese chiamata paralo destinata a condurre i Peregrini in Delpheo, & voi non vi assicurarete che debbano andar sicuri dovunque vogliono, et sani et salvi donde si partirno ritornare? Volesse Iddio che fusse venuto tal desiderio a Traiano mio figliuolo, che ne sarei ben lieta & ben contenta. Quanta contentezza credete voi Signora ch'egli sentirà veggendo Damasco dove fu creato il primo huomo? vedrà sottilissimi artificij, & i piu bei giardini, che mai natura producesse ò diligente giardiniero coltivasse. Contemplarà dove l'Apostolo fece la prestissima fuga, quando a petitione de Giudei pensò il governatore di Damasco d'incarcerarlo; vedrà la casa dove da fratelli sostentato, celatamente stavasi insegnando il Vangelo; scorrerà gran parte della Grecia, saliranno il monte Libano, dove l'aria è si benigna, che quando gli huomini ci muoiono di cent'anni, si dice che sieno morti giovani. Vedrà parte di Giudea, di Siria & di Phenicia: vedrà il Sepolcro del Redentore del mondo, & adorerà dove stettero i piedi suoi, tutto di santa dolcezza s'intenerirà contemplando que santi misteri di Gierusalemme: & quando mai altro non ne riportasse, non è assai quel che scrive S. Girolamo che meglio de gli altri intenderanno Demostene quelli che havranno peragrato la Grecia? & meglio intenderanno le scritture sante quelli, che havranno veduto la Giudea? qual utilità non speraremo adunque da questa sua peregrinatione l'una & l'altra parte veggendo? state sopra di me, ch'egli ritornerà molto piu devoto che non vi andò, & gran solazzo sentirete udendolo raccontar quelle stupende memorie ch'egli vedrà: parerà un nuovo Ulisse, che dipinga il sito di Troia & l'accampato essercito de Greci. piu oltre non mi stendo ma qui fo il fine: Iddio da mal vi guardi, & lungamente in sanità vi conservi: di casa nostra alli XIIII. d'Agosto. havrei fatto piu volentieri questo poco ufficio a bocca, se impedita non mi havessero alcuni novi accidenti.