Io vi richiesi l'altro giorno che per i miei danari, mi facessi havere dui cavalli castrati per il mio cocchio & mi havete mandato dui cavalli piu fieri & piu sfrenati di Pasace cavallo di Cirro, della cui sfrenataggine fa memoria Plutarco scrivendo di Artaserse: io le voleva corridori al par di Partenia & Eripha che furono cavalle di Marmace (l'innamorato di Athalanta) & non si moveno piu che si farebbono due vacche vecchie & pregne: & poi ardite di scrivermi che avanzano nel correre la cavalla di Ecratide, laquale vittoriosa fu, ne giuochi Olimpici; anchor che vicina fusse molto al partorire: non meritava già io d'esser si mal servita da vostro figliuolo amandovi al par di me stessa, & havendo voi, tanta commodità di farmi bene accommodare. state sana. Di Nuvolara alli .X. d'Aprile.

TADEA MALASPINA ALLA S. L. R.

Deh non vi affligete tanto quanto fate d'haver perduto la luce de gl'occhi, poi che per questo l'intelletto non si perde, & la memoria non si smarrisce, anzi si aumenta & cresce & che ciò sia vero ch'io vi dico, specchiatevi in Appio Claudio, ilquale, non mancò mai per esser cieco di ritrovarsi & alle private, & alle publiche facende della Republica Romana: cieco fu Druso, et pur la casa sua era sempre piena di chi domandava consiglio per le particolari bisogne. Non rimasero di darsi alla Dialettica, & alla Philosophia per la cecità Asclepiade Philosopho, Diodoro Stoico, Democrito, G. Aufidio, Omero Stesicoro Poeta, & altri molti che non dico, ma perche dir mi potreste di non sentirvi (per esser femina) il petto si forte, & si gagliardo, che sofferir possiate si gran tribulationi, quant'è l'esser privata dalla luce; dirovvi d'haver anchora letto di molte Donne, lequali & nacquero cieche, & anche per strano accidente si accecarono, & furono perciò piene di alto valore, & hebbero di tal caso infinita pacientia, ricordatevi di quella Hipsea della quale, fa Horatio memoria ne suoi sermoni, ricordatevi di Lucilla figliuola di Nemesio Tribuno, che patì l'ultimo supplicio sotto Valeriano nemico della Christiana persuasione, ricordatevi di Salaberga Nionesa, & di Fara vergine illustre, che gia fiorì ne tempi di Heraclio Imperadore: & con quella grandezza d'animo, ch'esse gia la cecità sofferirno, sofferitela anchora voi: piu non mi stendo in essortarvi a questa nobil toleranza, perche mi confido nella sapienza vostra, laquale sempre maravigliosa da che la conobbi mi parve. State lieta & consolatevi: di Ferrara alli III. d'Agosto.

BEATRICE PIA A M. LUCIA MANFREDI.

Non so quando mai ci risvegliaremo da si profondo sonno; non sò veramente quando mai ricuperaremo l'antico nostro valore: per certo che altro, non ci riputiamo nate, che a servire, & ad ubidire gli huomini: habbiamo pur l'essempio di molte grandi et valorose femine, lequai regnarono et signoreggiarono altri, piu che virilmente. Deh perche non ci commove l'animo, l'essempio della Reina Candace dominatrice delli Etiopi: perche non ci infiamma lo spirito Elerna figliuola di Iano? perche non ci accende il cuore Semiramis? perche non facciamo noi come gia fecero Hippolita, Zenobia, Valasca & Cleopatra. Non vorrei che marcisseno stando sempre tra il Fuso & l'ago, vorrei imitassimo alle volte (ispetialmente quando siamo) in villa quella famosa Athlanta Arcadia cacciatrice: à cotesto modo potremo noi sperare di pervenire un giorno à tal grado, che potremo far delle facende, che gia fecero Tomiri Reina di Scithi: Delbora signora delli Israeliti, & Teuca domatrice delli Illirici: se noi essercitassimo i corpi nostri non sarebbono si flecmatici, & per conseguente non cosi gravi & tardi, perche crediamo noi che le Donne Spartane pervenissero a tanta possanza? non per altro veramente, salvo perche si esercitavano ne Gimnasii facendo alla lotta fra di loro, & dando la caccia alle bestie piu selvagie, spesso anchora armeggiando virilmente: Lodansi da scrittori, le Donne Gaditane, perche subitamente doppo'l parto, si lievano dal letto, & fanno gl'uffici loro domestici & non fa mestieri giacersi trenta & quaranta giorni nel letto come noi facciamo, votando le spitiarie delli piu pretiosi confetti che vi sieno, distruggendo i Pollai, & mangiando un tinaccio di ciambaglione. Di qui nasce poi che non sappiamo far di quelle belle prove che gia fecero le Donne Tedesche, quando restituirno in ordinanza l'essercito gia rivolto in fuga: di qui (& non d'altronde) nasce che non sappiamo fare delle prove che gia fecero le donne Bellovace, lequali col proprio valore si gloriosa vittoria riportarno da Carolo Duca di Borgogna. Ho piu di una fiata letto molte belle cose operate da Maria Pozzolana, lequali m'hanno fatto tutto istupire, ma quando ho poi letto ch'ella non beveva vino, & che sin dalla prima fanciulezza si avezzò alle fatiche vigilando spesse volte tutte le notti intiere, di poco cibo contenta, cessò di gran parte la maraviglia, ch'io n'havea. Hor questa sarebbe la via di ricuperar i primi nostri honori, & di divenir famose al par di Herpalice, di Antianira, di Lampedo, di Martesia, di Euriale, di Amalasunta, & d'altre che hanno conseguito per il valoroso operare l'immortalità; & qui fo fine pregandovi ad amarmi con tutto'l cuore et hormai destarvi. Dal Catai alli X. d'Aprile.

CATHERINA DATI, ALLA S. APOLONIA ROVELLA.

Io mi ho riso molto di cio, che mi scrivete, ispetialmemte della strana & falsa opinione, che vi è nata, veggendo che il vostro cagnuolo tanto vi ami, che a tutti fuor che voi digrigni i denti, ne dal vostro lato mai si diparta. Se voi havesti atteso alli studi piu di quel che atteso havete, non vi lasciareste entrar nel capo opinione, che li spiriti humani entrino ne cani, ne gran maraviglia vi parerebbe, che un cane vi amasse, essendo per altri tempi ciò avvenuto. Il ragazzo di Xenophonte fu come voi, & forse piu di voi amato da un cane. Un Pavone amò similmente con estremo ardore una Verginella in Leucadia. Ho letto nelle storie di Sassone Grammatico, che un Orso per istremo amore rubò già una fanciulla mentre ne campi con le compagne scherzava, si che non ve ne date maraviglia, ne vi lasciate entrare nel capo si strane fantasie, & si capricciosi ghiribizzi: & attendete a star sana & scriverci alcuna fiata. Di Lucca alli XII. d'Agosto.

FRANCESCA DA COREGGIO MAINOLDA ALLA S. CHIARA DA COREGGIO SORELLA HONORANDA.

Voi mi pregaste l'altro giorno che io vi volessi scrivere una essortatione alla castità, perche n'eravate stata pregata d'alcune monache vostre care amiche, nella quale essortatione ramemorassi buona parte di quelli che la castità cordialmente abbracciarono. Io vi mandai (non so se l'havete ricevuto) un brieve Cathalogo d'huomini casti raccolto con gran fatica, accioche voi stessa ve la formassi, & non ne deste briga a me, che sono pur assai occupata: & acciò che meglio vi riesca l'impresa, & piu copiosa & efficace sia, vi faccio sapere che non sarà fuor di proposito il mescolarci Penelope (benche pagana fusse) anchora che vi sieno alcuni che per casta non la tengano. io sono del parere di Ovidio, ilquale, nel terzo de le sue Elegie in cotal modo ne scrisse. PENELOPE MANSIT, quamvis custode careret, inter tam multos intemerata procos: mescolateci Daphne figliuola di Peneo; Biblia moglie di Duvillo Romano, ricordative di Sophronia Romana, di Zenobia Reina de Palmirei: di Etelphrida Reina d'Anglia, di Baldraca, di Dula, di Edeltruda, di Sulpitia figliuola di Patercolo: di Rodogune figliuola di Dario: di Siritha figliuola di Sinaldo: di Vria, della greca Hippo, di Timoclia: di Ciane Vergine Siracusana: di Medullina, di Marcia figliuola di Varrone, & di Eugenia figliuola di Philippo proconsole Alessandrino; la quale, temendo che Commodo Imperadore non la violasse, vestitasi d'habito monastico menti lungamente & sesso, & nome: a questo modo voi la farete copiosa & Florida & me haverete da molta molestia liberata; State sana & amatime. Di Mantova alli XX. di Marzo.

BEATRICE PIA A M. GIULIA FERETTA.