Del duro caso occorso nella vita del vostro Signore, Volentieri vi consolarei se io mi sentissi d'haver parole atte a poterlo fare in cosi gran cordoglio: essortero voi adunque solamente a patientia al meglio che saperò & consolerovi con il proporvi davanti alla memoria l'essempio di chi hà tolerato maggior stratio ch'egli non fece. Heliogabalo fu si mal trattato dal populo Romano, che ne fu gittato, stratiato per molte ferite in una puzzolente Cloaca; d'indi poi tratto fu gittato insieme con Scenida sua madre nel profondo Tevere. A Michele Paleologo Imperadore, negò il populo Romano la debita sepoltura: furono anchora pessimamente trattate le reliquie di G. Mario da Cornelio Sylla, le quai cose furono da lor congiunti sopportate con grandissima patientia, ne si vendicarono mai: sofferite con altezza d'animo S. mia le ingiurie che hanno fatto alcuni pochi huomini al vostro S. rendendovi certa, che cosi stata sia la volontà d'Iddio, alla quale, non ci si pò forza humana opporre. Iddio col suo Santo Spirito vi consoli, (se io bastevole non sono.) Di Piacenza alli XX. del presente.
FRANCESCA VIDASCA A M. GOTTIFREDA DOLINDA.
Ho inteso de mali portamenti ch'usa tutto'l giorno vostro cognato con esso voi, & delle straniezze che egli vi fa: pregovi a sofferirlo patientemente, & imitare Aristide, alquale essendo sputato nel viso, non si adirò punto, ma bastolli d'ammonirlo, che piu tal cosa non facesse: vi conforto a proporvi per essempio di vera sofferenza Adriano, ilquale non sol non si vendicò di un servo, che armato l'assali, ma dettelo nelle mani de medici, perche di si furioso humore tosto si risanasse. Imitate anchora Licurgo, ilquale, essendogli stato da un imbriaco tratto un'occhio, non sol non hebbe ricorso alla giustitia, perche fusse secondo la colpa sua castigato, ma con sua astutia dalla possanza di quella lo salvò; sofferitelo (vi supplico) patientemente, & sperate pur ch'egli si debba un giorno ammendare: cessarà tosto questo giovenil furore, & ve lo troverete finalmente un perfetto amico et un gratioso parente: state sana che Dio da mal vi guardi. Di Trento, alli XX. d'Aprile.
DOROTHEA CAVRIOLA AVEROLDA A M. SOTHERA N. D.
Vorrei mi fusse lecito di potervi esser piu vicina che non sono, che forsi, forsi, troverei al dolor vostro qualche util medicina: certamente vostro figliuolo non poteva far piu gloriosa morte che morire in servigio della sua honorata patria: per questo, Cleomene vive felicissimamente nella memoria de generosi spiriti, per questo è fatto immortale Mida Re de Phrigij, & reputato è divino Ericteo. Consolative anima mia & ringratiate il S. di si bella occasione, & non lo piangete piu; lo dovereste ben piangere s'egli fusse morto in qualche Taverna ò vero in dishonesto luogo: egli, sul fiore de gli anni suoi è morto sotto le mura della sua cara patria combattendo in tal sembianza che fin da nemici era giudicato un'Annibale rendetevi certa, che vostro figliuolo non è morto, ma egli vive perpetuamente in cielo, dove si dette sempre honorato luogo a buoni & fedeli amici della patria: ne piu oltre mi stendo, state sana & confortatevi in Giesu Christo. Da El alli XX. di Maggio.
LUCIA DAL FORNO A M. LELIA DI VENAFRO.
Mi è stato rifferito che vostro figliuolo è fatto si amico di M. Priamo che non fu mai tanta amistà fra Diamanta et Oppleo Ercole et Theseo, Mario et Caspro Iddio lo feliciti, et lo faccia sempre imitare li costui santi studi. Veramente è senza paragone & nelle lettere & nelle arme: & Iddio volesse che la città vostra n'havesse di molte paia che lor rassimigliassero so che ella diverebbe in breve tempo piu gloriosa di Roma, d'Athene, di Sparta, di Carthagine, di Capoa, di Corintho, & della forte Numantia, se savia sarete (come sempre v'ho giudicato) disviarete da tutte l'altre prattiche, et operarete che sol a questa con tutto'l cuore attenda, donde gli ne pò risultare et honor et consolatione infinita. Iddio vi conservi da male: Da Balbana alli X d'Ottobre.
LA CONTESSA MADDALENA AFFAITA BIIA A M. IDEA DAL BORGO.
Ho letto le vostre lettere date alli XV. d'Aprile, le quali non erano meno ornate, che prolisse: & n'ho sentito leggendole un'istremo piacere: veramente non mi potevate fare piu grata cosa che di consolar M. Lucia nella morte di sua figliuola. bisogna a tutti i modi haver pacientia di quello, che Iddio vuole. Se suo marito l'ha ammazzata, & senza demerito alcuno, fu anche gia tempo che le mogli ammazzarono di molti mariti, & n'habbiamo di questo piu di mille storie, senza che si adduchi in mezo Clitennestra, Albina, Rosimonda, Lucilla, Circe ò Semirami, & per dir il vero, soviemi d'haver osservato piu di venti donne amazzatrici de loro mariti oltre le figliuole di Danao, dette per sopra nome le Belide, le quali furono cinquanta & tutte ecceto Ipermestra amazarono i mariti loro, la dove ritrovo niuno huomo (quantunque fiero & selvaggio) haver amazzato la moglie, eccetto, Ceffalo, Nerone, Chilperico, Constantino, Mithridate, Egnatio, M. Cecilio, Periandro, et il Brutto Deciano. Se noi cercassimo con ogni studio & con ogni diligentia di ricuperare l'antico nostro valore che n'habbiamo perduto, forse non sarebbe lor si agevol cosa l'ucciderci tutte le volte che la colera lor monta, ò vero che habbino il capo pieno di vino. State sana & pregate Iddio che sempre ci conservi nella sua gratia. Da Seronno alli VII. d'Aprile.