Son astretta di ammonirvi d'un diffetto che'l mondo vi accusa, che è dell'esser sopra tutte le femine della contrada vostra invidiosa: Deh vi prego carissima sorella non macchiate tante buone parti, quante voi havete, con questo pestifero morbo d'invidia: sovengavi che Aiace Thelamonio havendo invidia che le arme di Achille fussero date in premio a Ulisse, fatto perciò furioso se stesso amazzò: infami divenero al mondo per l'invidia, Dedalo amazzatore di Telen Suo caro discepolo, Drance per haver invidia alla gloria di Turno, Hiarbita Mauro, Bauto & Mevio: non è veramente l'invidia qualita degna del vostro gentilissimo petto: non so gia io come l'ardisca di stare fra il coro di tante & tante virtu che sono in voi. scacciatenela adunque ne ve la lasciate piu entrar nell'animo: non vi ho voluto diffusamente trattare delli incommodi nati dalla invidia; per conoscervi lungo tempo nelle storie dotta & esperta: vi supplico bene per quell'ardente amore qual v'ho sempre portato, à far di modo che piu non si odano di voi cotai rumori. se le vostre vicine hanno de beni di fortuna piu copiosamente di voi, non ve ne affannate punto, ma piu tosto considerate quanti bei ornamenti v'habbi dati Iddio senza esserne voi pur un tantino meritevole. Iddio vi guardi da male, da Isè alli XII. d'Aprile.
TADEA CENTANA.
Ho letto piu di una fiata la vostra artificiosa & facetissima Comedia. & mi credei certamente morir, delle risa, si come legesi esser morti Chilone Lacedemonio & Diagora, quando io giunsi a quelle astutie servili da Pandaro servo. fatte: hora (vi prego) che io veggia la Tragedia qual havete incominciato, perche spero torrete la palma di mano al dotto Sperone, et al consumato Trissino: non mancate di mandarmela quanto piu tosto vi sie possibile (se mi amate, ò vero se punto vi persuadete esser da me amata) Domani me ne vado alla villa & ne meno con esso meco il choro de le Muse, se vi piacerà di venirci, fatemelo sapere, che vi manderò compagnia tanto faceta che confesserete esser vero il Mimo di Publiano COMES FACUNDUS IN VIA EST PRO VEICULO; appresso vi mando il commento che alli di passati mi fu di Francia mandato: credo ch'egli vi debba sommamente aggradire: godetelo fin che ritorno & sel vi verrà voglia di villeggiar con noi, portatelo con esso voi; di Vinegia alli VI. d'Aprile.
CECILIA AGNELLA ALDEGATA A M. LAURA R.
Io v'hò piu volte avisata che schivar volessi la prattica di alcune male persone le quali dal lato vostro mai ò di rado non si partono; ne senza ragione ve n'avisava havendoli conosciuti di tal qualita che a guisa dell'Aconito sol col tatto avellenare & uccider possono: non vi lasciate rimovere dal mio Consiglio per la faceta lor natura ma ricordatevi esser piu tosto da ricercare & da ritenere le cose utili anzi che le gioconde et delettevoli il che ne fu dato ad intendere per la vecchia usanza di quelli che con le quadrige combattevano in campidoglio nelle Ferie latine, dove il vincitore haveva una Coppa piena di absintio: veramente in niun'altra cosa doveremo noi esser piu diligenti che in imparare il modo del viver humano, & come reggere ci dovemo per non inciampare. & per non entrare in qualche inestricabil laberinto quanta difficulta credete voi che sia in saper discernere li veri, dalli falsi amici? oh se noi lasciassimo alcuna volta da canto quelle occupationi che tanto intricate ci tengono et legessimo il dotto libro della natura, troveremo esserci quella una ottima maestra et perche credete voi ch'ella habbi fatto che quelle Sorbe che piu belle sono sieno a qualita velenosa piu soggette di quelle che men belle appaiono? non l'hà fatto per altro che per insegnarci esser piu dannosi i lusinghevoli amici che li asperi non sono: ma di questo parmi hormai d'havervene detto piu che à bastanza: Attendete a conservarvi in Sanita et quanto piu potete amatemi perche io amo voi al parangone delli occhi miei: il mio carissimo consorte vi saluta riverentemente & paratissimo all'honore et servitio vostro si offerisce. Di Mantova.
ISABELLA SFORZA ALLA S. ANGELA PICCOL'HUOMINI.
Vi hò molte volte scritto, che volendovi applicar alli studi, facciate elettione di quella sorte di lettere, che rendendo la mente piu sobria & l'animo fanno tuttavia doventar migliore. Se vietano i medici che non s'usi l'halicacabo, ilquale, quantunque giovevole & opportuno sia per fermar i denti, fa però impazzire chiunque lo adopra. perche non debbo anch'io cosi vietarvi a non applicarvi a quelli studi, che la lingua poliscono, & i buoni costumi infettano? non vi sbigottite, perche i precetti della Philosophia austeri & scabrosi vi paiano, ma pensate fra voi stessa, che si come l'aceto è al gusto mordace, giovevole però contra li serpentini morsi: cosi i decreti della Santa Philosophia parerci alle volte poco delettevoli, ma giovar molto, & opportunissimo rimedio recare contro le pestilenti passioni dell'animo: molte altre cose a questo fatto appartenenti vi direi, se non havessi certa fidanza di tosto tosto vedervi, & teneramente come sempre soglio abbracciarvi.
LUCRETIA MASIPPA A M. LA DUCHESSA DI VALENTINOYS GRAN SINISCALCA.
Ritornò (Valorosa Signora) alli di passati dalla corte del Christianissimo Enrico M. Francesco Beltramo, ilquale, divenuto novo Trombetta della virtù & singolar bontà di V. Eccel. hà talmente acceso il cuore di ciascuna donna, che insino allhora presente altro per tutta Lombardia non si desidera, che di servirvi, di amarvi (& se far si potesse senza nota d'impietà) di adorarvi. ma che dico io di ciascuna donna? anzi di ciascun valoroso Cavagliere. à tale che chiunque si sente haver nel petto lealtà di fidel servidore, ò valor di forte guerriero, desidera porsi nel servigio del potentissimo Re di Francia: & questo desiderio, non tanto nasce loro dalla liberalità & gratitudine Regale, quanto dalla amorevole protettione quale (per quanto s'intende) hà preso la bonta vostra della natione Italiana: Felice quel gran Re à cui per celeste sorte, è toccato d'haver presso di se donna che li faccia tal servigio che appena fare lo saprebbe un Coleggio de i piu perfetti Senatori c'havesse mai ò Roma ò la dotta Athene: ne men felici saremo noi donne se sapessimo imitar la destrezza del vostro divino ingegno, la perfettione del giudicio, l'integrità dell'animo, la sincerita della vita, la generosita del cuore, & la purità della conscientia laquale, (per quanto m'è riferito & dal sopradetto M. Francesco & da molti altri di non minor fede degni) fu sempre schiva di falsità, di simulationi, & di qualunque cosa indegna di donna che Iddio ami & i suoi santi giudicij tema. Hò posta S. Duchessa la penna su questa Carta et vi hò piu familiarmente scritto che non si convenia farsi all'altezza del grado vostro, date la colpa all'intesa et smisurata allegrezza nel cuor mio novellamente conceputa; qual non ho potuto mai raffrenare & sono stata sforzata (mio mal grado) di communicarla alla penna mia, accioche per il mezo suo pervenesse a gli orecchi di V. Ecc. & fra voi stessa tacitamente vi rallegraste; Iddio sempre ringratiando c'habbi piovuto sopra del capo vostro, tante, & tante Illustri gratie che se ne potrebbe arrichire tutto il Regno di Francia. non mi voglio dilattar piu del dovere: So che io scrivo a una grande et occupatissima Duchessa & a donna finalmente degna d'essere Imperatrice di tutta Europa: farò adunque fine al scriver mio, pregandovi ad havermi con le mie figliuole per humilissima vassalla & obedientissima serva. Iddio nostro S. sia sempre la guardia vostra & vi essalti sopra il choro delli Agnoli insieme col Felicissimo Enrico. Di Vinegia alli XXVI. di Decembre nel M.D.XLVIII.