Quanto piu vi verrano a noia le cose temporali: tanto piu vi si accendera il cuore dell'amore eterno: attendette pur tuttavia come incominciato havete a darvi in preda alla sacra philosophia, dellaquale, se vi sentirete ritrar dalla corporal cura, sentirete anchora per il suo mezo accrescervi il vigor del'animo: la soglio io per tanto alcuna volta rassimigliar al nasturtio, ilquale, (per il parere de curiosi phisici) aguzza l'ingegno, et rende il corpo al generare inetto & indisposto: questa è: Figliuola mia la vera scala di salir al cielo: insegnaravi questa evangelica philosophia alla quale si di buon cuore vi essorto quel che non potrebbe ne la scuola Socratica, ne la Pithagorica: qui, qui & non altrove, imparerete à sprezzar voi stessa, & ciò che di buono in voi havrete, rifferirlo a Dio auttore & donatore de tutti i beni: se con humiltà trattarete la sacra scrittura, & non ambitiosamente (come hoggidi molti fanno) havrete per vostro maestro lo spirito Santo: non vi pentite dolcissima figliuola d'esser per cotal mezzo intrata nella via d'Iddio: anzi tenete per cosa certa che non ve ne fusse alcuna altra migliore ne piu sicura: affrettative pur di caminar à quella celeste Gierusalemme, per che i giorni son brievi. non vi fermate punto, ma animosamente armata di fede, & di speranza caminate: Soleva dir il beatissimo S. Bernardo che la via d'Iddio era tale; che chi non caminava sempre avanti, ritornava a dietro: ne altro dico: Nostro S. ci aiuti tutti & ne conduchi à vita eterna. Di Vinegia alli XX. di Marzo.
GIULIA TRIVULZA MARCHESANA DI VIGEVANO A M. LUCIANA MALATESTA.
Per questa mia, vi faccio sapere che Alessandro vostro è risanato, & per quanto mi dicono & li medici & li servidori insieme, gli è sopravenuta questa infirmità per soverchio mangiare & per ismoderato bere & (se l'è vero quel che m'è rifferito) credo io che la voracita di Archesilao Pritaneo, di Domitio Aphro, di Septimio severo, et di Valentiniano fusse nulla anzi una somma parcità rispetto a quella di costui, che mai non si vede satollo: pare habbia un Lupo nel stomaco, pare habbi una spongia in gola: & che si credono costoro di fare? pensano forsi d'esser nati al mondo sol per consumarci le vettovaglie? avvertitelo adunque amorevolmente à tener vita piu regolata ch'egli non tiene, essortatelo con le vostre savie lettere all'esser piu temperante & moderato ch'egli non è: io dal mio canto non manchero di essortarcelo fin che egli stara in questi vicini luoghi: ben che alle volte, per scuotere il giogo che ci hanno posto gli huomini tirannescamente al collo, vorrei che tutti fussero di cotal natura: ne so piu espediente via à riparare alla servitu nostra. state sana et amatime: da Mallè alli VIII. d'Ottobre.
LUCRETIA MASIPPA ALLA S. TADEA CENTANA.
Hieri venne a me M. Hortensio et dissemi ch'egli credea che foste un capo senza lingua, imperoche essendo nelle vostre case venuto, mai vi udi favellare, & pur havea gran voglia di udir uscir da si bella bocca parole corrispondenti: Io vi ricordo S. Tadea anchora che il silentio sia l'ornamento delle donne, disdirsi pero l'esser totalmente mutola: si deve favellare alla presenza de valent'huomini ma con modestia pensando & essaminando prima le parole, avanti che vi eschino di bocca: Fa di mestieri havere la bocca nel cuore, & non il cuore, nella bocca: escanvi le parole vostre con donnesca piacevolezza & non imitate quella buona creatura, laquale quando vol dir mezza parola, tutta si commove, et par che habbi da partorire un Elephanto. v'hò voluto di questo avisare perche mi hà detto ch'egli voleva visitare M. Francesca, non gli date occasione di mormorare per che l'hà una lingua diabolica, porrebbe fuoco nel pozzo; non potreste credere quanto l'è sdegnoso et come tosto si adira, se del continuo non è vezzeggiato à guisa d'un Bambino. state sana.
LUCRETIA MASIPPA ALLA S. MARTA VANNUCCI.
Se siete come mi scrivete risanata da quei colpi che amor vi dette togliendo per istrumento i rilucenti occhi di M. Girolamo .P. attendete a conservarvi in sanità, & ramentative di quel che disse Seneca che niuna Ferita piu facilmente torna a rinverdirsi di quella d'amore. Havete hormai con vostro gran danno provato pur troppo a bastanza quanto sia grande la sua forza & come legati ci tenga con invisibil catena (benche non insensibile) havete veduto come duramente tratti chiunque se li fa vassallo facendolo divenir inconstante, maninconico, iracondo, cieco, pieno di querele, & al creder facile. Non deverieno le persone savie come vi tenete voi, amare si smisuramente le cose che non si veggono, ma quelle sol che non appaiono, imperoche il vero amore si è amar Iddio: hor mentre siete stata amante d'huomo carnale & caduco, evi paruto amore altro che un celato fuoco, una grata ferita, una dolce amaritudine, un delettevole veleno, un piacevol morbo, un giocondo supplitio, & una lusinghevol morte? Credetelo à me che amore non procede ne dalla natura, ne dal fatto, ma dalla vostra leggierezza & dal vostro debol giudicio: fuggitelo adunque per l'avenire meglio, che non havete per il passato, mutate luogo (se bisogno vi sia) schivate di vedere il volto del male amato giovane: & occupate la mente, & i sensi vostri in facenda di maggior importanza: pensate alcuna volta al fine, & quanto sia egli brutta cosa: pensate similmente che non senza buona ragione. Commandasse Archiloco Lacedemonio che li libri che d'amor trattavano fussero publicamente arsi: ne piu mi dilato in tal cosa, sovenendomi di quel latino proverbio ICTUS SAPIT state lieta, amandomi di cuore. Di Vinegia alli XX. d'Agosto.
TADEA CENTANA ALLA S. LIVIA CARAFFA.
Hò inteso che sendo ito il vostro maggior fratello alla caccia, era alli di passati con gran dolore & dispiacere di chi lo conosceva stato da uno Orso ucciso: non vi saprei giamai ridire quanto affanno n'hebbi et per amor suo, & per vostro sentito: hor mentre di ciò mi lagno & mi querelo, vennemi chi porse refrigerio al mio dolore, & questo fu il ricordarmi de molti cavaglieri & per sangue & per virtù Illustri, liquali da diversi animali uccisi, dolenti per essi lasciati ci havevano: Sovennemi d'haver letto presso di Pausania che Millone fusse da lupi mangiato: Basilio Macedonico Imperadore fusse amazzato da un Cervo mentre li dava la caccia: Ho letto nelle greche storie qualmente Cratis sibaritano fu da un becco per gelosia mentre dormiva presso de la mal amata Capra con le corna svenato: Scrive Antipatro di Tarso che Gatis Reina della Siria la quale, fu poi chiamata Atergate fu data da manicare a pesci: Ho parimenti letto che Hattone Arcivescovo di Maganza fu nel Reno mangiato da Topi non senza gran sospitione di vendetta divina poi che finse di voler dar la limosina ad una gran moltitudine de poveri & poi rinchiusi in un granaio tutti senza haverne alcuna pietà gli fece miserabilmente ardere Euphemia vergine Illustre & figliuola di Philophrone Senatore fu mangiata dalli leoni Revocato & Felicita incliti di Christo martiri furono amazzati da leopardi. La memoria di questi essempij m'hà consolata & cosi piacerebbemi che da voi stessa con simile ricordanza vi consolassi: dovereste pur esser piu che certa che qua giù non si fa cosa veruna senza la volunta di colui che il tutto fece, & che il tutto regge & sempiternamente governa: dative pace hormai dolce signora, poi che per le vostre lagrime et per li vostri cordogli a vita rivocar non si puo & qui faccio di scriver fine, à voi del continuo raccomandandomi & a darvi di ciò che di sinistro vi accade patientia, essortandovi. Di Vinegia alli XX. di Marzo.