Non vi dovete dolere, ma ralegrarvi piu tosto che vostro fratello qual unicamente amavate, sia morto dalla saetta, ch'altro nel vero non è, che un morire per la mano di Iddio: cosi morirno Encelado, Tipheo, Phaetonte. Capaneo, Salmoneo, Tullo Ostilio, Esculapio, Adimanto, & Zoroaste: mostrate hora la fortezza del petto vostro, voi, che foste sempre da tutti chiamata non donna, ma virago, per haver sopra ogni fede et valore et ardir virile; chi è colei che non sappia far del bravo quando niuna occasione da dimostrar fortezza ci è proposta? dovereste ringratiar Iddio che sporta vi sia si nobil materia di farvi conoscere per donna di forte animo et di robusto spirito: a che preposito versar tante amare lagrime? mandar fuori tanti sospiri, & inghiottir tanti singhiozzi? questa non è cosa che a voi si convenga armata essendo de tanti precetti & philosophici, & evangelici: a qualche debole feminuccia si conviene che ad altro non sia avezza che a tessere, et a filare: state lieta et amatici. Di Ferrara alli X. d'Aprile.
THEODORA FISOGNA CALINI A M. LVCRETIA P.
Se vostro marito è stato avelenato in tempo che voi pensavate di goderlo con maggior dolcezza, bisogna che vel sopportiate pacientemente, peggio certo farebbe che egli fusse stato per mano di crudel manigoldo impicato, almeno per questo (se non per altro) doletive ne meno ch'egli ha sendo huomo di privata conditione scorso fortuna tale, qual scorsero gia molti di suprema dignità dal mondo ornati. Fu avelenato Diocletiano doppo'l Ventesimo anno del suo imperio: Claudio Imperadore Lothario Re de Galli: Lodovico quinto & Antiocho furono avelenati dalle proprie mogli. L'è stato trattato da grande, poi che tutti i grandi, ò almeno la maggior parte, di veleno muore: non voglio dire de moderni per non provocarmi contra l'odio de molti, che gia dettero sospitione di essere ottimi maestri di compor veleni dirò sol delli antichi che per veleno morirno, cominciarò da Clemente terzo, morto per opera di Enrico terzo Imp. poi da Carlo ottavo Re de Galli et dirò di Corrado Imperadore per il mezo de suoi medici corrotti et subbornati da Manfredo ilquale all'imperio succedette, Mori di veleno Papa Vittore. Costantino Imperadore: Enrico di Luzzemborgo (quel che successe all'Imperio doppo Alberto) Philopomene: Ladislao re della Puglia Antheri Re de Longobardi: Arato Duca de Sicioni: Alessandro Macedonico: Themistocle: Baudicea Reina de Britani, Cleopatra et altri tanti che non vi dico, per non parere che vi voglia dimostrare la diligentia c'hò usato in volger sossopra de molti historici: consolative con li addutti essempij et non piangete piu si dolorosamente come fate: dimostrate cosi in questo caso, come fate nelli altri, la fortezza del petto vostro: & amatime. Da Brescia alli XX. di Maggio.
ISABELLA DI LUNA AFFAITA ALLA ILLUST. S. LA S. D. M.
Ho ricevuto l'humanissime vostre lettere scritte con si dotta mano che mi parevano tante belle perle orientali: & a quelle rispondendo vi dico, che amandomi come sempre mi amaste, havete ragione di congratularvi con esso meco, et di rallegrarvi fra voi stessa, imperoche abbattuta mi sono in si gentile et gratioso consorte, quanto potesse chieder lingua o desiderar humano cuore: egli spira da ogni lato dolcezza, ne pate che io desideri cosa veruna che incontanente non l'habbia, anzi spesse volte perviene sollicitamente i desideri miei: Sentomi giunta a tal termine che non ho invidia alla piu fortunata donna che mai per alcun secolo fusse & questo, perche oltre il mio consorte, ilquale in ogni suo gesto amabilissimo mi si dimostra: ho due cognate la S. Cassandra & la S. Laura di tal qualità & di tal conditione ornate che potreste facilmente credere veggendole & udendole favellare che fussero dui Agnoletti di carne humana vestiti per mia unica consolatione & per farmi sentire in terra essendo qualche parte delle consolationi che nel paradiso da beati spiriti sentir si suole: ne altro in risposta delle vostre, vi dico, prego nostro signor Dio, vi faccia ogni giorno piu lieta & piu gioconda divenire, si come alla rara vostra bonta si converrebbe. Di Cremona alli XX. di Marzo.
PHILENA AUGUSTA A M. TADEA LOSCA.
Certamente voglio dir per l'avvenire, come soleva gia di Socrate che la natura habbi errato a non farci le finestre nel petto: se questa finestra hora ci havesi, voi non sospettereste di me, come sospettate: ma tutto questo disturbo mi nasce dalla nequitia de miei nemici, li quali hanno congiurato nella mia destruttione: & doppo molti mali che m'hanno fatto, non cessano tuttavia di minacciarmi: ma io ho speranza nel S. Iddio giusto giudice delle cose de mortali, che le lor minaccie haverranno in se piu terrore, che nocumento, & saranno simili a quei tuoni che vengono senza folgorare: fanno questi miei avversari verso di me, come fanno quelli li quali veggendo che li alberi tagliati germogliano et repululano, si risolveno di tagliarli le radici: vorrebbono pormi nella disgratia nostra, accio che a fatto a fatto io rimanessi estinta, et non mandassi piu fuori, ne ramo, ne fronda: pacientia, di tutto quello che Iddio vuole che io sofferisca. Di Roma alli XX. d'Aprile.
ISABETTA AGNELLA A M. CORNELIA R.
Io mi sono affaticata molto pel passato in dissuadervi amore, ne so veramente in qual cosa ponessi io mai tanto studio, ne tanta solicitudine usassi & cosi torno di nuovo a replicarvi che d'amor vi guardiate percioche egli ci fa sprezzar & le leggi et li giusti decreti: egli indusse gia a strema crudeltà Medea, Attreo, Progne, Clitemnestra & Silla: Divenne Theseo traditor & mancò della sua parola: per amore si puose Ercole (quel forte domator de Mostri) in servitù di Iole: Achille per amore che portava a Briseida ricusò di gir alla guerra: Philli si amazzò. Leandro affogossi in mare: fu dalle gloriose fatiche ritardato Ulisse, & effeminossi Aniballe per amore: Fu l'amore di Tarquino cagione che li Re fussero di Roma scacciati: Morissi Claudio in prigione. Rovinossi M. Antonio & non picciol danno ne sentisse Cesare: per amor Phineo accecò li propri figliuoli et molti savi tenuti, doventarno inconstanti & scelerati: & questa lettione per hora vi basti; studiate questo, & poi procederemo piu oltre se di amare isbigotita & al tutto spaventata non vi vedrò. Di Mantova alli XX. di Luglio.