— Ben venuti al castello di Canterville.
Tutti s'incamminarono dietro di lei, attraverso un bel vestibolo in stile Tudor e giunsero nella biblioteca, una lunga e larga sala, con un gran finestrone a vetri, dove il the era pronto. Poi che si furono sbarazzati degli indumenti di viaggio, si sedettero, e mentre la governante preparava la colazione volsero lo sguardo intorno. Ad un tratto lo sguardo della signora Otis cadde sopra una macchia rosso scura del pavimento, precisamente accanto al caminetto, e senza rendersi esatto conto di ciò che stava per dire, chiese alla signorina Umney:
— Mi pare che sia stato versato qualche cosa in quel punto.
— Sì, signora, — rispose la governante. — Vi è stato versato del sangue.
— È indecente! — esclamò la signora Otis — Io non voglio macchie di sangue nel salone: bisogna farle togliere al più presto...
La vecchia sorrise e a bassa voce, in aria di mistero, soggiunse:
— È il sangue di Eleonora di Canterville, che fu uccisa in quel punto da suo marito, Sir Simone di Canterville, nel 1575. Sir Simone le sopravvisse nove anni e disparve ad un tratto in circostanze misteriose: il suo corpo non fu mai ritrovato: ma il suo spirito continua ad abitare questa casa. La macchia di sangue non si è mai potuta togliere... è impossibile.
— Tutte queste non sono che sciocchezze — esclamò Washington Otis. — Il rimedio per smacchiare dell'incomparabile Pinkerton farà sparire tutto in un batter d'occhio.
E prima che la governante terrorizzata potesse intervenire egli si era posto in ginocchio e fregava il pavimento con un piccolo pezzo di una sostanza che somigliava a cosmetico nero.
In pochi minuti la macchia era scomparsa, senza lasciar traccia.