Una sera, mentre la famiglia pranzava, egli si era insinuato nella camera da letto della signora Otis e ne aveva rubato una boccetta.

Al primo momento si era sentito umiliato, ma poi aveva dovuto persuadersi che quella invenzione meritava i maggiori elogi e che cooperava in un certo modo a favorire i suoi piani.

Non trascuravano frattanto gli Otis di mettere attraverso il corridoio delle corde perchè egli potesse inciampare, nel buio, e una volta infatti, dopo che egli si era vestito per la parte di «Isacco il Nero o il Cacciatore del bosco di Hogsbery», era caduto per aver messo il piede sopra delle tavole insaponate, poste dai due gemelli sulla soglia della camera delle tappezzerie ed al principio della scala di quercia.

Quest'ultimo affronto lo mise in furore tale che risolvette di fare uno sforzo supremo per imporre la sua dignità e riaffermare la sua posizione sociale.

Si decise quindi di far visita la notte seguente agli insolenti giovani Etoniani nella sua celebre parte di «Ruperto il Temerario o il Conte senza testa».

Non si era più mostrato da settanta anni sotto tale travestimento, e cioè dalla volta in cui aveva fatto una tal paura a lady Barbara Modish, che essa aveva ritirata la sua promessa di matrimonio al nonno dell'attuale lord Canterville, ed era fuggita a Gretna-Green con il bel Giacomo Casteltown, giurando che per nessuna cosa al mondo avrebbe più consentito di allearsi ad una famiglia che tollerava ad un orribile fantasma di passeggiare al crepuscolo sulla terrazza del castello.

Il povero Giacomo era stato in seguito ucciso in duello da lord Canterville sul prato di Wandsworth, e lady Barbara era morta di dolore a Tunbridge Wells, prima della fine dell'anno.

Il suo successo non avrebbe quindi potuto essere più bello e più completo.

Se mi è permesso di usare un termine teatrale parlando di uno dei più grandi misteri del mondo soprannaturale, o un termine scientifico parlando del mondo superiore alla natura, devo dire che era una delle sue creazioni più difficili. Gli occorsero tre ore buone per terminare i preparativi.

Gli stivaloni alla scudiera, facenti parte del costume, erano invero un po' troppo larghi per lui e delle pistole da arcione non riuscì a trovarne che una; ma insomma fu soddisfattissimo e alle una e un quarto passò attraverso il muro e scese nel corridoio.