Lord Arturo provò un sentimento di viva curiosità, senza sapere perchè. V'era qualcosa su quella delicata gaiezza dell'alba che gli sembrava fonte di un'inesprimibile commozione: ed egli pensò a tutti quei giorni che incominciano belli, ridenti e terminano cupi, tempestosi.
Quegli esseri rozzi, con la loro rude voce, il loro spirito triviale, il loro andamento trascurato, quale strana Londra essi vedevano! Una Londra liberata dai delitti della notte e dal fumo del giorno, una città pallida, fantastica, paurosa, una città cosparsa di tombe.
Si domandò quello che essi ne pensavano e se sapevano qualche cosa dei suoi splendori e delle sue vergogne, dei suoi superbi piaceri e della sua orribile fame, di tuttociò che vi fermenta e che vi ruina dalla mattina alla sera.
Probabilmente non rappresentava per essi che una mèta di commercio, un mercato dove recavano i loro prodotti per venderli e dove non rimanevano che qualche ora, lasciando forse alla loro partenza le strade ancora silenziose e le case sempre addormentate.
Provò uno strano godimento a vederli passare. Per quanto volgari fossero, con le loro grosse scarpe a chiodi, avevano in essi qualcosa di arcadico. Lord Arturo sentì che quelli erano i veri figli della natura e che questa aveva loro insegnato la pace: ed invidiò tutta la loro ignoranza.
Quando lasciò Belgrave-Square, il cielo aveva preso la tinta di un turchino evanescente e gli uccelli cominciavano a cinguettare nei giardini.
III.
Quando lord Arturo si ridestò, era già mezzodì ed il sole filtrava attraverso la serica cortina color d'avorio. Si levò dal letto e andò a guardare dalla finestra. Una vaga nebbia era sospesa sulla città, ed i tetti delle case sembravano d'argento appannato. Nel verde tremulo del viale alcuni fanciulli s'inseguivano, simiglianti a farfalle bianche, e i marciapiedi erano ingombri di gente diretta verso il Parco.
Mai gli era sembrata così bella la vita; e mai il male gli parve così lontano. Entrò un domestico, recando un vassoio con il cioccolato.
Egli bevve il cioccolato, quindi, sollevata una pesante portiera, passò nella stanza da bagno.