— Io non amo le invenzioni americane. Ho letto qualche tempo fa alcuni romanzi di quei paesi e li ho trovati pieni di stupida vanità.

— Non è tutto così lady Clem. Vi assicuro che questo è un rimedio radicale. Dovete promettermi di provarlo.

E lord Arturo trasse dalla tasca la piccola bomboneria e la porse a lady Clementina.

— Questa bomboniera è un delizioso gioiello, Arturo. È veramente gentile da parte tua.... E questo è il portentoso rimedio?.... Ha l'aria di un dolce. Voglio prenderlo subito.

— Dio del cielo, lady Clem! — esclamò lord Arturo, trattenendole il braccio. — Non lo fate. È una medicina omeopatica: se voi la prendete senza aver male allo stomaco, non vi farà nulla. Aspettate di avere una crisi ed allora ingoiatela: rimarrete sorpresa del risultato.

— Avrei voluto prenderla subito, — disse lady Clementina, guardando contro luce la piccola capsula trasparente. — Sono certa che è deliziosa.... Ti confesso ch'io detesto i medici, ma adoro le medicine.... Tuttavia ti prometto di conservarla fino alla mia prossima crisi.

— E quando sopravverrà questa crisi? Molto presto?

— Spero non prima di una settimana. Ieri ho passato una cattivissima giornata.

— Siete dunque sicura di avere una crisi avanti la fine del mese, lady Clem?

— Lo temo; ma come sei premuroso con me, Arturo! L'influenza di Sibilla ha veramente un effetto benefico. Ed ora bisogna salutarci. Io ho a pranzo delle persone avvizzite, persone che non sono gaie, e sento che se non faccio una dormitina adesso, mi sarà impossibile tenere gli occhi aperti durante il pranzo. Addio Arturo. Dì a Sibilla che le voglio molto bene; e mille grazie a te per il prodigioso rimedio americano.