— Cosa avete trovato, Sibilla? chiese lord Arturo, levando la testa dal suo lavoro, e sorridendo.
— Questa graziosissima bomboniera d'argento. È un lavoro molto delicato, certamente olandese.... Volete darmela? Le ametiste non mi staranno bene fin quando non avrò quarant'anni, ne son certa.
E la fanciulla mostrò la bomboniera che aveva contenuto l'aconito.
Lord Arturo trasalì e un vivo rossore gl'imporporò il volto.
Egli aveva quasi dimenticato, e gli sembrò una coincidenza ben strana che Sibilla, per l'amore della quale egli aveva attraversato tante angoscie, fosse la prima a rammentarglielo.
— Certamente, Sibilla, prendetela.
— Grazie, Arturo, grazie. Ed avrò anche il bonbon?.... Io non sapevo che lady Clementina fosse amante dei dolci.... la credevo molto più intellettuale.
Lord Arturo divenne terribilmente pallido e un'orribile idea gli attraversò la mente.
— Un bonbon, Sibilla! Che volete dire? — chiese con voce rauca e bassa.
— Ne contiene uno solo. Sembra vecchio e sporco, ed io non ho alcun desiderio di mangiarlo.... Ma cosa vi accade, Arturo?.... Come siete pallido!