Il pastore, uomo di savia cultura, aveva una passione straordinaria per gli orologi. Ne possedeva una splendida collezione, che andava dal secolo XV ai nostri giorni. Parve a lord Arturo che questa mania del buon pastore fornisse una ottima occasione alla realizzazione dei suoi piani.

Un grave problema però era quello di procurarsi una macchina esplosiva.

Il London Directory non gli forniva nessuna notizia su ciò, ed egli pensò che non gli sarebbe stato di grande utilità recarsi all'ufficio di polizia di Scotland Yard, giacchè ivi non si era informati delle gesta dei dinamitardi se non quando un'esplosione era già avvenuta. Ad un tratto si ricordò del suo amico Rouvaloff, un giovane russo dalle tendenze rivoluzionarie, conosciuto l'anno precedente in casa di lady Windermere.

Il conte Rouvaloff passava per scrittore, e si diceva ch'egli attendesse alla storia di Pietro il Grande e fosse anzi venuto in Inghilterra appunto per studiare i documenti relativi al soggiorno dello Czar in questo paese. Ma era poi voce generale che fosse un agente nichilista, e non bene visto dall'ambasciata russa a Londra.

Lord Arturo pensò che quello era proprio l'uomo che gli abbisognava, ed un mattino si recò al suo appartamento a Bloomsbury.

— Volete dunque occuparvi seriamente di politica? — chiese il conte Rouvaloff, quando lord Arturo gli ebbe esposto lo scopo della sua visita.

Ma lord Arturo odiava qualsiasi menzogna, e si credette in dovere di spiegargli che le questioni sociali non l'interessavano affatto, che aveva bisogno di un esplosivo famigliare, il quale non riguardava che lui soltanto.

Il conte Rouvaloff lo fissò per qualche istante con sorpresa.

Poi, vedendo che egli aveva parlato seriamente scrisse sopra un biglietto di carta un indirizzo, lo firmò con le sue iniziali e lo porse a lord Arturo a traverso il tavolo.

— A Scotland Yard darebbero chi sa che cosa per conoscere questo indirizzo, caro amico.