Ad un tratto lady Windermere, prese la mani dell'amica fra le sue, e le chiese:

— Siete dunque felice, Sibilla?

— Cara lady Windermere, io sono la donna più felice di questo mondo; e voi?

— Non ho tempo di esserlo. Ho sempre amato l'ultimo uomo presentatomi, ma appena ho imparato a conoscerlo me ne sono sentita stanca. Oh! mia cara; i leoni non sono buoni che per una stagione! Appena si è tagliata loro la criniera, diventano le creature più noiose della terra. Di più, se si è gentili con loro, essi finiscono col portarsi male. Vi ricordate di quell'orribile Podgers? Era uno sfrontato impostore. Naturalmente non me ne sono accorta subito: quando aveva bisogno di danaro gliene davo, ma non potevo soffrire che mi facesse la corte. Mi ha proprio fatto odiare la chiromanzia. Ora è la telepatia che m'incanta. È molto più divertente.

— Non bisogna dir nulla contro la chiromanzia, lady Windermere. È il solo tema di cui Arturo non ami che si rida: vi assicuro che su ciò egli ha idee veramente irremovibili.

— Volete dire che ci crede, Sibilla?

— Domandatelo a lui stesso, lady Windermere. Eccolo.

Lord Arturo attraversava infatti il giardino, con un grosso mazzo di rose in mano, facendosi largo fra i due ragazzi che gli ballavano intorno.

— Lord Arturo?

— Ai vostri ordini! lady Windermere.