— Niente, eccellensce.... ma mio tofere....
— Pretendereste forse catechizzarmi e farmi scuola di filosofia e morale?
— Mio tofere, eccellensce, inticarfi bericoli; tirfi: questo essere beccato, questo essere cruteltà, questo essere sacrilegio.... poi, foi patrone, io serfitore; voi figliole sue Peatitutine, io pofere pellecrine benitente; foi fare quel che folete!
— Oh, cotesto si chiama parlar ragionevole!... che diamine!... temete dannarvi?... non ce n’è il rischio!... Sua Santità ha la manica larga.... se assolve me, assolverà anco voi per consenso... non ha fatto altrettanto per la spinosa faccenda di Fano?
— Fero.... fero!
— Sto, dunque, riposato.
— Fostra eccellensce può tormire su tue cuanciali.
— E quando abbiate risaputo il necessario e provisto, me ne verrete a riferire?
— Essere mio prime tofere!
— Egregiamente, mastro Pellegrino!... andate e, se il negozio va a bene, vi saranno dieci bei ducati imperiali, di que’ doppi, da aggiungere al vostro gruzzolo.