— Ah, per la croce! — soggiunse, scuotendo il capo in atto di sfida — ella fa la ritrosa?... si estima da più del suo sesso?... minaccia strillare?.... io ne soffocherò le grida, sta certo!....

E si avventò al letto come una belva.

Le parole da lei susurrate all’orecchio di Pierluigi erano queste:

— Ora tua, poi.... morta?.... me lo prometti?

Pierluigi aveva annuito del capo.

Si può dire, per conseguenza, ch’egli si accingeva a violare un cadavere.

Capitolo XX. Per forza.

Consegnata la sua padroncina alla contessa di Santafiora, il nostro buon Terremoto altro pensiero non s’era più dato che di concedere qualche po’ di riposo a quel suo poveraccio di corpo tutto ammaccato e pesto dalle fatiche, ed una maragnuola giacente in un canto del cortile glie ne aveva pòrto il comodo e l’occasione. — Addormitosi su quella, poco dopo il suo giungere al castello, aveva tirato via un bravo sonno da ghiro sino al calar della notte.

Imbruniva appunto, quando un calpestìo concitato lo risvegliò.

Volse l’occhio d’onde procedeva ed — in quel dormiveglia, che, dopo un sonno durato oltre il comune, precede sempre il completo ridestarsi — credette intravedere mastro Pellegrino di Leuthen, avviato verso il portone d’uscita.