Anche da quella stanza sfuggiva una sottile striscia di luce lunghesso uno de’ stipiti, il che ne denotava l’uscio non chiuso.

Al bisbiglio successe uno strisciar di piedi, un cigolar di mobili, come lo strepito di una lotta, ed un lamento, un lamento soffocato, un:

— Vergine Santa! — che gli fece dare un trabalzo al cuore.

In quelle due parole gli era parso riconoscere la voce della sua giovine signora.

Non stette ad esitare più oltre e.... si slanciò.

Era, infatti, quello istesso momento in cui la svergognata concubina del Farnese si avventava su Bianca ed — abbrancatala alle spalle — la rovesciava supina sul letto; mentre l’infame suo amante le cacciava una mano su la bocca per soffocarne gli strilli.

Un attimo ancora e la misera giovinetta sarebbe stata perduta, perduta per sempre.

— Inutili squasilli! — le susurrava schernendo la feroce complice di Pierluigi — o t’accheti, o ti stràngolo!

E questi:

— Bada che qui sono il padrone, che omai nessuno può più strapparti dalle mie braccia!