— Eccetto me! — sclamò una voce in quel punto.

E i due scellerati rotolarono a un tempo sul pavimento, lasciando libera Bianca.

Era Terremoto.

Balzato nella stanza al gemito della sua signora, egli aveva sferrato i due pugni stretti delle sue enormi manacce sul petto di Olimpia e sul capo di Pierluigi.

I due percossi rovinarono rovesci sul pavimento come se saettati da una catapulta.

La donna, nel cadere, mise un lagno straziante e... svenne.

Il sangue le eruppe dalla bocca e dalle narici.

Pierluigi, per contro, non ne rimase che sbalordito, sicchè giunse subito a raddrizzarsi ed a curvarsi sopra di lei, stendendole le braccia per prestarle soccorso.

Ma una mano ne lo rattenne.

Si volse allora persuaso fosse di nuovo il gigante.