Pierluigi allibì.

— Ho da lasciarlo? — interrogò Terremoto.

— Sì, basto io solo — gli rispose l’incognito, assumendo un fare più altiero dacchè lo sapeva vassallo — e poichè la signora vostra può reggersi in piede e sostenersi, senza uopo di voi, caricatevi madonna sopra le spalle.

— Colei? — fe’ Terremoto segnando Olimpia.

— Appunto!.... voi mi seguirete con le due dame, io vi precederò con costui!

— E che pretendete io mi faccia? — chiese tremando il Farnese.

— Oh, ben poco! — gli rispose il Cavalier Nero — ci guiderai sino alla castellania e là... giovandoti del dominio tuo, come fratello alla signora del luogo, darai ordine al castaldo di aprirci le porte e scendere il levatoio.

— E null’altro? — osservò Pierluigi, già un po’ tranquillato dalla speranza di cavarsene a sì buon patto.

— Noi ti faremo grazia della vita — continuò l’incognito — purchè tu ci dia modo di uscire issofatto da questo maladetto castello.

— E sia pure.