— Oh, no, no, perdono — fu sollecito a sclamare il nipote, cui già rimordeva la pena causata all’infelice suo zio — non c’è nissun proposito in queste mie parole!.... sono uno sfogo, una espansione del mio dolore.... nient’altro! Oh, non ve ne date pensiero!

Un sorriso lieve come bagliore di tramontano crepuscolo sfiorò le smorte labra dell’agonizzante, che:

— Grazie, oh, grazie, figliuolo! — mormorò stentatamente — mi hai fatto del bene.... sì, codesta tua remissione mi ridà un po’ di calma.... ma non basta.... non basta! tu lo hai giurato... solennemente giurato sul legno della santa croce.... e un primo giuramento non si proscioglie che per via di un secondo anche più solenne.... e tu me lo devi.... oh, non rifiutarmelo, se vuoi vedermi spirare tranquillo!...

— Ma sì, ma sì — fece il nipote, cercando di rassecurarlo e di schermirsi ad un tempo — come vi ho detto, zio, quelle parole mi sono sfuggite nell’impeto del dolore; ma non dovete dar loro importanza di sorta.

— E tanto meglio.... tanto meglio!... così potrai farmi, in tutta coscienza, la formale promessa che ti domando.... potrai giurarmela su questa medesima croce...

E, in così dire, cercava brancicando su le lenzuola il piccolo crocifisso che gli era sfuggito di mano:

— Giurami — soggiunse quindi, a pena se ne fu impadronito — giurami che rinunzierai alle tue stolte idee di vendetta.... che dovunque ti avvenga d’incontrare, di raggiungere quell’uomo.... il signor duca di Castro.... tu non tenterai nulla in suo danno.... tu gli perdonerai!...

Il giovine stornava gli sguardi per non affisarli in volto allo zio e si teneva muto ed immobile come una statua.

Ma quello:

— Oh, non esitare — continuò a dire, con voce già resa afonica dall’agonia — non lasciarmi morire con lo sgomento e la disperazione nell’animo.... giurami.... giurami che gli perdonerai.... giurami che gli hai già perdonato!...