— Ed io gliel’ho rincarato del doppio — sclamò Paolo III — gran che, dassenno!.... la questione di tre quattrini....

— Ma di molte libre — soggiunse il Recalcato.

— E perchè se n’hanno giusto a dolere que’ di Perugia?

— Perchè? — gli rispose l’erudito cardinal Bembo — perchè Perugia verso Roma fu sempre come adesso spagnuoli verso francesi... tra il III ed il IV secolo prima di Nostro Signore, alleata a’ sanniti, le mosse guerra per quattordici anni consecutivi e non ci vollero manco di due sanguinose battaglie per ammansarla; nell’anno 41 parteggiò per Antonio e per Fulvia contra di Ottavio, il quale non la ridusse a ragione che ricorrendo a’ sacrifizi umani; nel 1416 sfuggì alla Chiesa per darsi a Braccio da Montone; poi le si sottrasse di nuovo per amoreggiare co’ Baglioni.... e i Baglioni, credo io....

— Cercano sempre rimetterci lo zampino — concluse il segretario.

— Comunque sia — entrò a dire il cardinale Alessandro — è mestieri che Sua Beatitudine prenda il partito che giudica il meglio e risponda qualche cosa a costoro.

— Oh, la risposta è lesta! — soggiunse Paolo III — l’anno cessato s’ebbe a gittar danaro dalle porte e dalle finestre: il mio viaggio in Provenza, le feste pel mio ritorno, quelle pel matrimonio di mio nipote Ottavio con donna Margherita d’Austria, la pazza guerra che ho dovuto muovere a quello scervellato di Guidubaldo dalla Rovere perchè mi cedesse Camerino, insomma: un profluvio di spese.... e poi io non vuo’, certo, smettere da’ lavori del mio palazzo apostolico, perchè codesti muli dell’antica Etruria ci fanno la bocca brincia!

— Se la Santità Vostra è così decisa — fece Alessandro Farnese — e’ mi pare che il più spiccio sarebbe riceverli e rinviarli con Dio!

— Ed è ciò appunto che voglio — disse il pontefice.

E — voltosi di nuovo al suo segretario: