Con tale esercito, Pierluigi Farnese, si pose subito in via per alla volta di Perugia.
Era il 13 aprile.
Le meraviglie grandi fatte dal papa a proposito della improvisa resoluzione del figlio non erano senza gravi cagioni, ad apprezzare adeguatamente le quali basta conoscere, ne’ loro particolari, i precedenti di costui.
Pierluigi Farnese era nato in Roma al tocco e un quarto circa del diecinove dicembre 1503 — l’anno istesso in cui si combatteva fra Andria e Quarata su quel di Trani il famoso XIII Pugilum Certamen cantato dal cremonese Marco Jeronimo Vida; l’anno istesso, in cui papa Alessandro VI dei Borgia, vittima vuolsi del suo proprio veleno, spirava al demonio, suo patrono, l’anima scellerata; l’anno istesso, in cui la lodevole opera unificatrice compiuta dalle malvage arti del Valentino ricascava in isfascio per riaprire il varco a’ Vitelli, a’ Baglioni, ai d’Appiano, a’ duchi d’Urbino, ai signori di Camerino, di Pesaro, di Sinigaglia, che, a mo’ di lupi, ripiombavono su gli aviti domini.
Legittimato dieci anni dopo con Bolla di Papa Giulio II dalla Rovere; si connubiò nel 1519 a donna Gerolama di Luigi Orsini, conte di Pitigliano, ottima e santa signora che visse poi sempre sequestre dal mondo, tutta onninamente intesa alle pietose sue cure di carità cristiana.
Un dissidio, a cagione della costei dote lo inimicò a’ suoi cognati, talchè collegatosi a Sciarra e Camillo Colonna, che militavano contro la città eterna sotto gli ordini del celebre contestabile di Borbone — si mise al seguito di costui e prese parte a quel terribile sacco di Roma, per cui, secondo il Berni,
. . . . . . . . . Non vide il sole
Più crudele spettacolo e più fiero
De la città del successor di Piero.
E queste furono le sue prime armi: sanguinosa aurora di assassinî, di stupri, di violenze e rapine, in cui già si leggeva il tramonto; prognostico assai men menzognero di quello che il ciurmadore suo astrologo gli fece dappoi, quando gli predisse: «Mors tua erit naturalis, sed proveniet ex nimia humorum ubertate, seu cattharali suffocatione aut nimio coitu post crapulam».