Un altro grido entusiastico della folla accolse queste parole, con le quali il giovine Podiani diè termine alla sua concione.

Nel punto istesso, un guerriero tutto in armi si slanciò al suo fianco e — volgendosi a’ signori del Magistrato che si teneano in prima linea:

— Intanto — disse loro — io, che non sono perugino e cui non scalda carità di patria, ma solo odio e vendetta, vengo ad offrirvi la mia mano, la mia spada e il mio sangue!

— Voi? — sclamò attonito messer Brunoro Crispolti — e chi siete voi, dunque?

— Uno straniero — soggiunse il sopravenuto — poco vi prema il mio nome che nulla potrebbe impararvi... vi basti che io domando combattere con voi e per voi contra dei vostri nemici!

— E se fosse uno spione — buccinò a fior di labra il cronista Boncambi, forse il più meticoloso e prudente de’ Venticinque.

— No, messere — gli rispose subito lo sconosciuto, che se non inteso, aveva indovinato il suo dubio — e a quiete e securtà vostra vi propongo un mallevadore.

— Quale? — interrogò il capo del magistrato.

— La nepote d’uno de’ vostri maggiori — continuò lo straniero — madonna Bianca della Staffa.

— Bianca — fece Bartolomeo della Staffa, dando un passo inanzi allo udir profferire quel nome e, della mano, accennò alla nipote d’accostarsi.