Nulla donca oramai più mi riprenda

Se tale amore mi fa pazzo gire.

Già non è core che più si difenda....

Pensi ciascun come cor non si fenda,

Fornace tal come possa patire....

Data m’è la sentenza

Che d’amore io sia morto;

Già non voglio conforto

Se non morir d’amore!

colà aveva preso stanza, col legato monsignor Jacobacci, il duca Pierluigi Farnese, insieme al suo stato maggiore, il quale non componevasi solo de’ comandanti supremi, che ci accadde già menzionare, ma anche de’ suoi capitani particolari, che — oltre al Tomasoni da Terni ed al Trentacoste da Camerino, a noi già noti — erano Antonio da Cortona, Marcantonio da Castello, Giulio d’Ascoli ed il Bombaglino di Arezzo.