— Gli è forse intervenuto qualche cattivo incontro?
— Il più cattivo di tutti, monsignore: un incontro, che gli ha mozzato il respiro.
— Come?... che?... — sclamò il principe, facendosi anche più rosso in viso — Tre-Grazie?....
— L’ho lasciato, monsignore — fece Brancaccio — con tanto di spiedo che lo trapassava da parte a parte.
— Per la croce di Dio!.... e com’è accaduto!
Allora lo sbirro gli narrò per filo e per segno tutte le vicende, che avevano preceduto ed accompagnato il ratto della fanciulla.
— Quando io mi son preso costei fra le braccia — terminò — il vostro povero capitano danzava l’ultimo trescone sul suo ginetto e nel cascar giù rovescio: «digli, mi disse, che è questo l’ultimo dono dell’amor mio!»
— Infelice! — mormorò Pierluigi, passandosi una mano su la fronte come per scacciarne un molesto pensiero.
Indi:
— Trentacoste? — chiamò.