— È un salvocondotto firmato dallo stesso Pierluigi Farnese.

Terremoto non soggiunse verbo; intascò il foglio; traverso le ferriate della finestra, strinse ruvidamente la mano al giovane capolancia, e si allontanò di tutta corsa.

Ed ecco per qual seguito di circostanze era egli venuto a conoscere dove precisamente si trovasse Bianca della Staffa e per qual modo aveva potuto avvicinarsi sino alla stanza in cui ella era racchiusa.

Capitolo XXXIV. Nuove gesta di Terremoto.

Primi ad accorrere alle grida del Farnese furono il Trentacoste, il Tomasoni, il Bombaglino ed altri suoi capitani. Richiesto di che si trattasse.

— Amici miei — rispose loro — io teneva qui una fanciulla.... la figliuola di uno de’ più acerrimi nemici di Santa Madre Chiesa.... volendo serbarla come statico, l’avevo chiusa in questa stanzetta.... ebbene: vedete!... un accidente di uomo, che io non conosco; uno specie di ciclope, ha scassinato le spranghe della finestra e me l’ha portata via, ed ora fugge, fugge secolei, in direzione della città di Perugia.... a voi!... chi si sente d’inseguirli?... su la mia fede di gentiluomo e di duca imprometto mille bei scudi imperiali di oro a chi me li riporti vivi, o viva almeno la fanciulla e sia pur morto il farabutto che me l’ha trafugata!

— Io.... io.... io!... — strillarono dieci voci ad un tempo.

— Lasciate andare, dunque! — sclamò Pierluigi con un gaio soghigno, usando la frase sacramentale delle giostre e de’ torneamenti — la corsa al pallio è aperta!... ma lesti! lesti!... il villanzone ha gambe più lunghe del colosso di Rodi e corre più veloce della gazzella da’ piedi di bronzo.... se perdete un solo attimo, egli vi scappa!

Non aveva il Farnese terminata ancora l’ultima frase di tale eccitamento, che già il Trentacoste ed il Bombaglino, con una serqua di loro barbute, si trovavano in sella, armati di tutto punto, e partivano, come altrettante frecce, nella direzione ch’egli aveva segnato loro del dito.

Terremoto, con la fanciulla in collo, s’era slanciato di tutta corsa verso Perugia; ma — sovvenendogli a un tratto quanto gli aveva detto messer Bartolomeo circa la imminente reddizione della città — stimò imprudenza il procedere più oltre e si gittò di repente, alla propria destra, tra un fitto di giovani querce e di faggi che costeggiava la via.