Alla sera, svegliò Bianca tuttora dormiente, e si rimisero in viaggio.
Valicato il monte di Pitignano, senza cattivi incontri, giunsero i nostri due fuggitivi in prossimità della Magione che la notte era nel suo colmo.
L’aria impregnata di aquei vapori — comunque il cielo fosse di quel puro e profondo azurro, che hanno solo le notti estive d’Italia, e la luna splendesse in tutto il bagliore del suo patetico raggio, e le stelle intrecciassero a miriadi la loro mistica danza per gli sconfinati sentieri del firmamento, e una mite e leggera brezzolina mitigasse di alquanto il caldo sferzante ed oppressivo della stagione — era indizio certo non trovarsi molto discosto il lago di Perugia, dal quale, appunto, in tali ore notturne, si sprigionano quelle tremende febri palustri, che sono recate intorno su l’ali de’ suoi mortiferi miasmi.
Bianca sentivasi stanca. Il forzato digiuno della precedente giornata, il lungo e disastroso viaggio, sempre per scorciatoie traverse e sentieruoli da capra, tra brughiere e roveti e tra balze e burroni, l’avevano così rifinita, che, a malo stento, reggevasi in piedi.
Se ne avvide l’ottimo Rinolfo e si affrettò a proporle di recarsela un’altra volta su le braccia e darle così un po’ di riposo. Ma l’istintivo orgoglio della fanciulla non volle piegarsi a quella generosa profferta.
— Piuttosto — ella disse — non sarebb’egli possibile il rinvenire quaggiù, come abbiam fatto presso Perugia, qualche securo abitacolo in cui fare sosta un momento e refocillarci?
Terremoto si arrestò di botto — e montato su una specie di duna di cui si trovavano al piede — sguaraguardò attentamente tutto all’intorno.
A non molta distanza, su la destra della via che costeggia il lago e a mezza costa di un piccolo poggio, gli parve scorgere un lume. Più che un lume, era una fioca e tremolante lineuccia luminosa, che disegnavasi verticalmente all’orizonte su di una massa negra ed informe; ma, comunque, essa era segnale infallibile della presenza in quel luogo di qualche essere umano.
Scendendo dal monticello:
— Là — disse il gigante, con l’indice steso verso il punto, in cui aveva scorto quel tenuissimo faro — là c’è una casa di certo, madonna.... un po’ di coraggio ancora, un ultimo sforzo e ci siamo!