— Ebbene? — chiese il Bombaglino.

— Ebbene — concluse quello — entriamoci per la finestra!

Un urrà di gioia feroce accolse l’eccellente suggerimento.

— Per la finestra! per la finestra! — sbraitarono taluni di loro, impadronendosi della scala e riportandola fuori della casa — le daremo la scalata meglio non ci sia riuscito a quel maledetto Castel Torsciano!

— Ma occhio alla ragazza! — soggiunsero altri — acchiapparla sì; ma guai a farle male.... monsignore il duca non ce ne darebbe venia!

— Ci rimane il servo!...

— Il villanzone!...

— Quello pagherà per tutti!...

E, tra simili propositi di rappresaglia e di vendetta, i più de’ seguaci di Trentacoste e del Bombaglino — lasciati quattro de’ loro in guardia alla stanza degli osti — uscirono all’aperto, co’ loro due capitani, e — riconosciuto al fioco chiarore dell’alba il punto, in cui trovavasi la minacciata finestra — vi postarono contro la scala e cominciarono a salire all’assalto.

La finestra della stanza di Bianca aprivasi verso la campagna, al disopra di un altro piccolo finestruolo riquadro, cui gli scherani non degnarono di nessuna attenzione, ed era munita solamente di quadrelli di grossa tela di canepa chiovati a rozzi telaioni di faggio.