Un sordo mormorio di mal represso furore tornò a circolare fra gli astanti.
— Il Farfa — continuò il Monte Ochino — fu compro dalle blandizie e dall’oro de’ nostri giurati nemici; ma siccome non voleva apparirlo e che costoro andavano sfrontatamente millantando d’aver cavato la castagna dal fuoco con la zampa del gatto; tanto per scagionarsi, e’ ne fece sovraccogliere due, Gilberto Camia e Alfisio Malvicino, e, dichiarando publicamente..... buono per cui ci crede!.... di non aver ceduto a nissuna subornazione, ma solo ottemperato agli ordinamenti, li dannò a quattro giorni di berlina, che queglino, come potete idearvi, scontarono del più lieto core, ben sapendo quanto mite ed insignificante fosse la pena in raffronto dello enorme benefizio ottenuto. Ecco in qual modo andarono le faccende!
Ed erano andate veramente così, come ce lo attesta il dabben cronista, il quale, dopo averci narrato essersi detto «che mirando la Santa Costantia filiola di nostro papa e signora de Castello Arquato farse signora della valle per esserne Stepheno da Nicelle il capo, che avendolo tolto via luio facilmente havrebbe ottenuto lo intento suo» — ingenuamente conclude: «pur sia come se volia, luio morse.»
I raunati accolsero le ultime parole del Monte Ochino con più chiassose manifestazioni di sdegno.
— Ah, scontarono di lieto core la pena! — sclamò ghignando il marchese di Gattaragna — penseremo noi ad infliggerne loro una più aspra.
— Altro che berlina.... le forche! — aggiunse il conte da Ebbio.
— E a filo di spada tutti i loro aderenti, i loro familiari, i loro servi! — urlò il da Niceto.
— E saccheggiate e diroccate le loro case — concluse il capitano Lorenzo Villa, il quale — naturalmente — pensava anzitutto al bottino.
— È appunto per codesto — disse il conte Giovanni — che vi ho dato convegno in quest’avanzo di rôcca ed incarico a voi, capitano, di raggranellarci il più possibile d’uomini d’arme.
— Ed io l’ho fatto, mi pare! — osservò spavaldamente il Villa, segnando della mano i suoi molti gregari che gli si schieravano dietro — ce n’è che vengono di Piemonte, ce n’è che vengono di Lamagna, ce n’è persino che vengono dalle coste di Barberia... e ce n’è d’italiani, ce n’è di svizzeri, ce n’è di spagnuoli.... una vera insalata cappuccina!