Sfuggita alla casa de’ Tedaldi, ella contava restituirsi da Tavasca a Castell’Arquato traversando alla bella pedona i villaggi di Budagnano, Magnano e Diolo; ma — fatto breve corso di via — le suggerì che, se il conte addavasi della sua fuga e si slanciava a cavallo, l’avrebbe ben presto raggiunta. Però, oltrepassati a pena gli ultimi abitacoli del primo di tali villaggi, si cacciò di traverso alla propria destra e andò picchiare all’uscio di una povera casa contadinesca.

A’ villici, che, per buona sorte, trovò essere vassalli de’ Santafiora, si dètte a credere quale un paggio del conte Sforza e, come tale, li richiese di asciolvere e di ricovero.

E non istette guari ad avvedersi di quanto vantaggio le fosse stato un simile spediente, imperocchè non erasi così seduta al desco, per refocillarsi con un buon paio d’ova sbattute ed un fiaschetto di buon Vigoleno ammanitili dalla massaia, che, dal finestruolo della casuccia, vide passare e correr via a briglia sciolta lo stesso suo amante e rapitore.

Per tutta la giornata, la giusta paura d’imbattersi in lui la tenne chiovata nel tugurio di que’ buoni coloni.

Nel cuore della notte, tuttavia, si risolse a partire. Transitò per Magnano e Diolo senza cattivi incontri ed arrivò alla rôcca dei Santafiora che rompeva l’alba.

In quel medesimo punto ne usciva un drappello di cavalieri, alla testa de’ quali uno a lei ben noto.

Era il suo Pierluigi, che i paterni comandi, recatigli il dì inanzi da una staffetta, richiamavano sollecitamente a Roma, per la grossa faccenda dell’insurrezione perugina.

Siccome procedevano al passo, ella potè seguirli rifacendo la propria via e giungere nuovamente con essi fuori della terra murata.

Uscitane, si accostò resolutamente al Farnese, e gli si dètte a conoscere.

Con un grido di gioia vivissima, il principe se la strinse fra le braccia ed — ordinato ad uno de’ suoi armigeri di cederle il proprio cavallo e di ricondursi alla rôcca, d’onde sarebbesi unito più tardi alle genti del Trentacoste — volle che sempre gli cavalcasse al fianco fino in vista delle porte di Roma.