— La sorniona! — sclamò il cavaliere, sferrando un pugno di rabbia sul tavolo, presso il quale tenevasi ritto — proprio vero il proverbio che ciò che donna vuole, il diavolo lo vuole?
— Per altro, il consentimento imperiale è subordinato ad una condizione.
— Qual’è... qual’è cotesta condizione?
— È la nostr’àncora di salvamento, eccellenza.
— Ti colga il fistolo!... e perchè mi fai spasimare con le tue lungagnaie!
— Sodisfo subito la vostra legittima curiosità; l’imperatore ha sibbene accondisceso a dare la ducea di Milano al signor duca di Castro; ma patto gli sia dimostrato, come due e due fanno quattro, che il medesimo ha mutato interamente costumi e non mena più la vita rotta e scandalosa di quand’era a’ soldi del signor marchese del Vasto, nè di quando si dava bel tempo co’ chierici ed anco i vescovi delle Romagne.
— Ha detto ciò Carlo V?
— Vostra Grazia può far conto che sieno le sue testuali parole.
— In tal caso siamo a campo vinto.
— Come intende diportarsi Vostra Magnificenza?