— Ma egli è fuori dubio che avranno pigliato quella del Po’ se volevano traversarlo per arrivare a Busseto.

— Eh, che a Busseto non ci hanno fatto ritorno!

In quel punto sorvenne mastro Amerigo de’ Coronei.

— Messere — gli chiese tosto Terremoto, nella cui grossa cervice era balenata una idea — sapreste voi, per avventura, ove presentemente si trovi Monsignor Pierluigi Farnese?

— Il duca di Castro? — fece mastro Amerigo, pigliandosi il labro inferiore tra l’indice e il pollice della mano destra e stirandoselo inanzi con fare di sufficenza — eh, il duca di Castro, se memoria non mi falla, s’ha, in questo punto, da trovare a Piacenza, dove non so se più stia per ingaggiare cavalli e fanti a servizio dello esercito papalino, o per attendere quelle buone novelle che spera gli abbiano a giugnere da castel di Busseto.

— A Piacenza, voi dite?

— A Piacenza, a Piacenza.

— Non mi rimane più dubio!

E con questa conclusione gittata là in modo esclamativo, il gigante abbandonò in asso le dame e il gentiluomo della corte estense, per tornar frettoloso fuori del castello e raggiungere i suoi due compagni.

Con vivo interessamento da parte dell’Anguissola e con profondo dolore da parte di Neruccio, questi ascoltarono la triste narrazione che quello fece loro di quanto aveva risaputo nel castello.