Il quarto:

— Anguissola conte Giovanni.

Il quinto:

— Confalonieri Gianluigi.

— Fatalità e destino! — gridò il conte Scotti, a pena ebbe udito que’ cinque nomi.

Il conte Olderigo Scotti si dilettava un poco d’alchimia e di scienze occulte ed era però tenuto nell’alto concetto di una sorta di mago.

— Perchè? — gli chiesero alcuni.

— Badate alle iniziali di que’ cinque nomi — rispose lo Scotti — Pallavicino, Landi, Anguissola, Confalonieri; PLAC.... Placentia: nessuno meglio di loro avrebbe potuto rappresentare e fare le vendette della nostra città: è Dio che lo vuole!

— Plac.... Plac!... — ripeterono molti — ebbene: sia questa la nostra parola d’ordine, il nostro segno d’intelligenza.

— Domani mattina all’alba — fece solennemente l’Anguissola — troviamoci tutti su l’altra sponda del fiume.