Nel convegno di quella notte, per altro, qualche sprazzo di luce s’era insinuato fra le tenebre de’ suoi dubî e delle sue paure. — Taluni de’ congiurati credeano saper qualche cosa di quanto sì vivamente lo interessava. — Chi diceva la donna una delle molte concubine di Pierluigi, che — stanca di vivere al di lui fianco — avea fatto scappare di cittadella un prigioniero, mettendogli a patto di pigliarsela seco nella fuga: gli uomini del duca li avrebbero inseguiti, raggiunti e massacrati tutti due. — Altri pretendevano, invece — ed era tra questi il capitano Ugoni — che quella fosse una povera creatura, rapita e tenuta captiva dal duca, e da un antico servo di sua famiglia, un gigante, a ciò che si narrava, tratta prodigiosamente a libertà ed a salvamento. E questa versione rispondeva a puntino alle supposizioni di Neruccio, o — direm meglio — all’intima voce del suo cuore.
Il misero giovine sbattuto da un continuo alternìo di timori e speranze per mezzo il pelago delle incertezze; era rimaso a meditare su i proprî casi, dimentico omai che i suoi compagni lo avessero da lungo abbandonato.
Si scosse, finalmente, ed uscì dal castello; ma — nel mentre girava intorno alla sua muraglia esterna, per raggiungere il proprio cavallo, che aveva attaccato ad un albero, onde non ingombrare di troppo le anguste scuderie — un romore improviso lo colpi e lo trattenne.
Era il calpestio di due persone, che s’avvicinavano, camminando caute e sarebbesi detto in punta di piedi. Egli si schivò rapido dietro il pilastro di una stecconaia e stette ad osservare.
Quando gli furono presso, scôrse ch’erano due uomini di bassa statura, i quali si accostavano in silenzio a un punto della campagna, in cui spiccavano due forme nere: i loro cavalli.
Nel passargli accanto, l’uno richiese all’altro sommessamente:
— Afete botute ascoldare?
— Parola per parola — gli rispose l’interrogato — a momenti vi narrerò tutto: oh, è una cosa tremenda!
La voce di costui produsse uno strano effetto su l’animo di Neruccio: credette riconoscerla e — senz’attender altro — sgattaiolò pian piano sino a raggiungere il proprio cavallo e gli balzò in sella.
Nel tempo medesimo i due sconosciuti avean fatto altrettanto e già si slontanavano di trotto.