Ritornato il conte, la prudenza avrebbe dovuto consigliarla ad allontanarsi di nuovo; ma il contegno di lui e di alcuni altri gentiluomini di corte la pose in allarme. Ella sola per prima e forse unica concepì il sospetto che qualche oscura cosa stessero insieme macchinando a pregiudizio del suo amante e signore e si propose spiarne, scuoprirne, sventarne le trame.

L’astuto tedesco serviva egregiamente a’ suoi fini: e’ sapeva — come suol dirsi — dove il diavolo tenesse la coda e le forniva i più esatti e minuti particolari su le abitudini e le pratiche di coloro ch’ella si prefiggeva di tener d’occhio.

Per tale via seppe del convegno loro al castello di Luigi Gonzaga. Vi si recò di buon’ora; fece nascondere il proprio ed il cavallo di Pellegrino dietro un fitto d’alberi e — mentre questi stava in vedetta, acciocchè nessuno potesse sovraccorli e sorprenderli alla sprovista — ella s’insinuò strisciando carpone fino al vano di una finestra, d’onde si ripromise, e le riuscì, infatti, di udire e vedere tutto ciò che si dicesse e facesse dai congiurati.

Terminati i loro armeggiamenti, ella si trattenne ancora a lungo al proprio posto, non volendo scostarsene, sino a che tutti, insino all’ultimo, se ne fossero iti. Ma non fece attenzione o — per meglio dire — non potè pensare a Neruccio, che accidentalmente soltanto erasi tanto più degli altri indugiato.

Come l’ebbe riconosciuta:

— Ah! ah! — sclamò egli in tono di trionfo — la Marazzani?... colei, che io ho scannato alle porte di Perugia?... colei, che è morta e seppellita nel convento de’ padri Agostiniani?... ah! ah! ora tu più non mi sfuggi!

Ed — abbrancatala a’ fianchi — la sollevò di peso e la trasse con sè sul proprio cavallo.

Olimpia fremeva di rabbia: era pallida come un cadavere.

— Per Iddio! — fece il giovine capitano, come si fu messo all’ambio — è un onorevole mestiere quel che tu fai; ma la tua mala stella ti vieta di cavarne alcun frutto!... Tu se’ la druda di quello scellerato del Farnese; tu hai voluto interessarti più che a donna non si competa delle faccende sue; hai sperato scongiurare la tempesta, che si aduna sovra il suo capo maledetto, hai sperato prevenirlo in tempo; sottrarlo al pericolo, che lo minaccia; salvarlo; ma tutto indarno: eccoti ridotta all’impotenza!

— Lo so; oh, lo so! — disse la donna, co’ denti stretti — traggiti pure lo stile di cintola ed assestamene un colpo nel cuore, ch’io nè implorerò misericordia, nè metterò il più debole lagno: sono parata a tutto!... La vita è guerra continua che gli uomini si menano a vicenda: quando l’un prevale e l’altro soggiace, questo, se ha senno, non debbe dare a quello anco il godimento della propria umiliazione. Ed io non tel darò, stanne certo. Uccidimi, è il tuo dritto; ma non allegrartene tanto, che, prima che io muoia, t’ho già fatto tanto male in prevenzione, da lasciartene grossa parte in retaggio.