— Maledizione!

— Nevvero ch’io t’ho preparato un sorridente avvenire?

— Ma vero è altresì che io ti scannerò in questo punto medesimo.

E sguainò ferocemente il pugnale.

— Fallo — disse Olimpia imperterrita e quasi con un soghigno di sfida — ci sono pronta.

Neruccio era demente d’odio. Stette un momento col ferro sospeso sul petto di quella femina scellerata; poi — rinvaginandolo:

— No — soggiunse, crollando il capo — la morte è troppo poco pe’ tuoi misfatti: ci vuole di peggio.

Olimpia allibì.

— Cosa intendi fare? — gli chiese.

— Lo saprai fra breve!