Quel colosso piangeva come un fanciullo.
Asciugatesi le lacrime col dorso della mano e fatto un violento sforzo su di sè stesso per padroneggiare la propria emozione:
— Cosa sarà mai avvenuto? — pensò, tornando a contemplare il cadavere di sua madre — cosa sarà mai avvenuto?... Dio buono e misericordioso, come mai avete potuto permettere che la scellerata mano di un sicario scendesse su questa cara ed innocua creatura, che null’altro ha mai saputo al mondo fuorchè amare e pregare?... oh, c’è un mistero in codesto che io debbo penetrare a ogni costo!... forse, per altri, la sarebbe faccenda subito spiccia; ma io sono di cervello sì grosso, sì ottuso che.... ci vorrà pazienza, tempo maggiore, ma a vederci chiaro ci ho anch’io da riuscire!... intanto, è positivo che gli assassini hanno forzata la porta e si sono introdotti qui durante la notte.... la mamma era coricata, poveretta!... ed il babbo anche.... lo si conosce dal suo letto disfatto....
E, in ciò dire, ne palpò le rozze lenzuola e si mise a girargli lentamente d’attorno.
Alcuni oggetti, che vi si trovavano affastellati dappiedi, chiamarono vivamente la sua attenzione.
Erano gli abiti di suo padre; la camicia di canape, la giubba di bigello, le brache di fustagno verghettato, il berretto di pelo di lepre, le calze di lana nera e gli zoccoli di crudo scheriolo.
— Dunque — così tornò a riflettere a quella vista — egli se n’è ito di qua, senza tampoco darsi il tempo di cuoprirsi la persona delle sue vesti!... oh, ma ci ha ad essere il modo di verificarlo: le pedate.
Ed, uscito fuor del limitare, si gittò carpone a studiare accuratamente il circostante terreno.
Vi si scorgevano, infatti, moltissime orme di piedi incrociate, confuse, sovrammesse le une alle altre, ma tutte recanti il segno de’ grossi chiodi ond’erano munite le scarpe di chi le aveva improntate: non una sola che accusasse un piè scalzo.
E Luca Ridolfo non possedeva altra calzatura eccetto quella che si trovava presso il suo letto.