— Non è, dunque, uscito su le sue gambe! — continuò a pensare Terremoto, rientrando in casa — ce lo debbono aver trasportato a braccia, per forza.... ma chi?... il diavolo?...

E si fece, in tutta fretta e con aria paurosa, il segno della croce.

— Eh, no, no — soggiunse poscia — se fosse stato il diavolo, invece delle pedate di cristiani, vi sarebbero quelle de’ piedi di un’oca!... e’ sono stati uomini, uomini, di carne, di pelle e di ossa, e maledetti per giunta.... ma quali?... e perchè assassinarmi la mia povera mamma?... e lui, il babbo, dove me lo avranno menato?

Un’altra circostanza, che in quel punto, gli accadde rimarcare, lo impressionò, lo allarmò maggiormente. Al letto di suo padre mancava una delle due lenzuola.

Che egli pure fosse rimasto vittima de’ notturni invasori della sua casa e quel lenzuolo gli avesse servito di sudario?

A simil dubio un gelo ricercò tutte le fibre del gigante.

Dinanzi alla salma materna, aveva mandato un grido di suprema angoscia; aveva pianto; ma sentivasi già più forte del proprio cordoglio. — Su le anime robuste, le sciagure irreparabili hanno codesto di reattivo che le affortificano vieppiù nel tempo istesso che le colpiscono, attalchè — scorso il primo momento — comincia subito per esse quella lotta contro il dolore da cui escono sempre vincitrici. — Ma, dinanzi alle incertezze che avvolgevano il destino del suo genitore, egli si sentiva scoraggiato, debole, inetto.

Quella sventura risguardava unicamente il suo cuore, cui — da lungo — erasi abituato ad imporre: questo mistero, per contro, toccava la sua fantasia che facilmente si scombuiava.

Gli parve, nullameno, che le orme osservate nei pressi del suo casolare potessero giovargli e guidarlo alla scoperta del vero.

Dopo aver baciato in fronte il freddo cadavere della madre e copertone il capo del lenzuolo; rinchiuse alla meglio l’uscio della propria abitazione e si mise ad esaminar di nuovo ed a seguir le pedate che, da questa, declinavano verso la valle.